Azimut, Medda placa i mercati: buyback da 500 milioni e piena fiducia su Tnb

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo il brusco tonfo del titolo in Borsa, che aveva fatto registrare un preoccupante calo del dieci percento in seguito alle precisazioni richieste dalla Consob sui rilievi della Banca d'Italia, Azimut Holding tenta un deciso rimbalzo a Piazza Affari, cercando di riconquistare la fiducia degli investitori attraverso due mosse precise: un massiccio programma di buyback e un rassicurante intervento del suo amministratore delegato, Giorgio Medda. L'ondata di vendite, che aveva spinto il valore del titolo ai minimi, si è innescata a seguito della diffusione di una nota integrativa, la quale ha messo in maggiore evidenza le criticità sollevate dall'istituto di vigilanza in merito al progetto della banca digitale Tnb e all'assetto organizzativo del gruppo, richiamando l'attenzione del mercato su quelle che sono state definite, in alcune comunicazioni, come "rilevanti carenze".

La strategia del buyback e le parole del fondatore

La risposta immediata del gruppo, guidato dal presidente e fondatore Pietro Giuliani, non si è fatta attendere, articolandosi su un duplice piano. Da un lato, è stato annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie che potrà raggiungere la cifra complessiva di cinquecento milioni di euro, con la successiva cancellazione dei titoli acquisiti; una manovra, questa, che ha l'obiettivo dichiarato di sostenere il corso azionario e di manifestare concretezza nel valorizzare il capitale. Dall'altro lato, lo stesso Giuliani, in un'intervista concessa a un noto quotidiano finanziario, ha espresso in modo netto la propria posizione, dichiarando l'intenzione di acquistare personalmente titoli Azimut per un importo di milioni di euro e ribadendo con determinazione la volontà di portare avanti il progetto Tnb, aggiungendo, non senza una vena di polemica, che qualora fosse stato necessario l'esperimento si sarebbe potuto condurre al di fuori dei confini nazionali.

La precisazione dell'amministratore delegato Medda

A seguire, in una comunicazione ufficiale indirizzata al mercato, l'amministratore delegato Giorgio Medda è intervenuto per inquadrare l'ispezione della Banca d'Italia in una prospettiva di normalità, sottolineando come essa "rientri nel normale processo di vigilanza cui sono regolarmente sottoposti tutti i principali asset manager". Medda, il cui intervento mirava a smussare gli angoli più taglienti della vicenda, ha poi proseguito definendo i rilievi dell'autorità di controllo come "pienamente gestibili", legandoli a una "cultura del miglioramento continuo" che da sempre caratterizzerebe il gruppo. Le sue parole, attentamente ponderate, hanno cercato di trasmettere un messaggio di stabilità e di piena trasparenza, dipingendo la situazione non come una crisi ma come un'occasione di affinamento delle procedure interne.

Il contesto di Piazza Affari e le reazioni del listino

Nel quadro generale di un Ftse Mib in leggera ripresa, che segnava un incremento dello 0,36 per cento, la performance volatile di Azimut ha rappresentato un elemento di forte contrapposizione, attirando su di sé i riflettori degli analisti. Mentre altri titoli del settore finanziario e delle utility registravano avanzate consistenti, la correzione subita dal gruppo di gestione del risparmio ha evidenziato la sensibilità degli investitori alle questioni di governance e al dialogo, a volte complesso, con le autorità di regolamentazione. L'episodio, al di là delle fluttuazioni di breve periodo, riporta l'attenzione sul delicato rapporto tra innovazione finanziaria, come nel caso del progetto di una banca interamente digitale, e il perimetro stringente della vigilanza prudenziale, un equilibrio che le società del settore sono chiamate a mantenere costantemente.

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