Piano FS: 18 miliardi investiti nel 2025, via a una strategia da 177 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Ferrovie dello Stato, presentando l’undici dicembre l’esito del primo anno del proprio Piano Strategico 2025-2029, ha tracciato una traiettoria finanziaria e industriale di ampio respiro, la quale, partendo da un impegno concreto già dispiegato nell’anno in corso, si proietta con decisione verso il prossimo decennio. L’amministratore delegato Stefano Donnarumma ha illustrato, nel corso dell’incontro con la stampa, i numeri che testimoniano un’accelerazione senza precedenti: soltanto nel 2025, infatti, sono stati realizzati investimenti per un valore complessivo di diciotto miliardi di euro, cifra che costituisce la prima tangibile tranche di un programma molto più Corposo. Tale programma, che si estende ben oltre l’orizzonte del piano attuale, prevede infatti una mobilitazione di risorse per centosettantasette miliardi di euro da spendere entro il 2034, un volume di capitali che segna una chiara volontà di trasformazione infrastrutturale.

Logistica e corridoi europei al centro della crescita

All’interno di questo imponente disegno, una particolare enfasi viene riservata allo sviluppo delle attività logistiche, settore considerato strategico per la competitività del paese e per l’integrazione nelle rotte commerciali continentali. La strategia, di cui si sono forniti i primi dettagli operativi, assegna un ruolo crescente proprio al potenziamento dei cosiddetti corridoi europei e alla creazione di nodi intermodali all’avanguardia, i quali, sfruttando la capillarità della rete ferroviaria nazionale, mirano a offrire soluzioni di trasporto merci più efficienti e sostenibili. Parallelamente, si procede lungo il binario del rinnovamento tecnologico, con un piano di ammodernamento della flotta rotabile e un deciso impulso alla digitalizzazione dell’intera rete, interventi necessari – come è stato sottolineato – anche per migliorare le performance di servizio.

Il miglioramento del servizio e l'apertura ai privati

Proprio sul fronte della qualità del servizio, d’altronde, arrivano i primi riscontri positivi dal piano già avviato: l’azienda ha infatti annunciato di aver recuperato, nel corso dell’ultimo anno, tre punti percentuali nell’indicatore della puntualità, un segnale importante per gli utenti che precede l’auspicato ritorno alla redditività. Donnarumma, confermando l’obiettivo di chiudere l’esercizio con un risultato positivo, ha anche delineato una possibile evoluzione nella governance di alcuni asset, lasciando intendere che si potrebbe cercare un socio privato per il segmento dell’alta velocità, un’apertura che rientra in una più ampia filosofia di collaborazione con capitali terzi. Questa visione si accompagna al percorso già avviato per Anas, la società del gruppo che gestisce la rete stradale, la cui uscita dal perimetro è prevista per il 2026.

Il quadro politico e gli sviluppi infrastrutturali

L’annuncio del gruppo ferroviario si inserisce, non a caso, in un contesto politico che ha posto al centro della propria agenda il rilancio delle grandi opere pubbliche, come dimostrano le recenti dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il quale ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica i cantieri strategici nazionali e il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Gli investimenti programmati da Ferrovie dello Stato, in questo senso, vanno a comporre un mosaico più vasto di interventi che riguardano la mobilità del paese, puntando a rafforzare non solo i collegamenti interni ma anche la posizione dell’Italia all’interno dei flussi europei, con una logistica che deve diventare sempre più un fattore abilitante per l’economia.

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