Eva Mikula e la Uno Bianca: la verità di chi si sente vittima
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"Attendo le scuse dai familiari delle vittime". Eva Mikula, ex compagna di Fabio Savi – uno dei membri della banda della Uno Bianca – torna a parlare nello speciale Belve Crime condotto da Francesca Fagnani, in onda questa sera su Rai2. Quella che molti considerano una complice, oggi si racconta come una vittima, sostenendo che l’arresto della banda sia merito suo. Un’affermazione che, però, viene immediatamente ridimensionata dalla conduttrice: "Parlò solo dopo l’arresto", ribatte Fagnani, sottolineando come il contributo di Mikula sia arrivato quando ormai la macchina della giustizia era già in moto.
La storia della Uno Bianca, responsabile di 24 omicidi e 114 feriti tra il 1987 e il 1994, è una delle pagine più buie della cronaca nera italiana. Mikula, all’epoca minorenne, visse per due anni accanto a Savi, e oggi rivendica un ruolo che l’Associazione delle vittime – da cui è stata esclusa nel 2015 – le nega. "Mi vogliono silenziosa per decoro", accusa, riferendosi alle famiglie che, secondo lei, preferirebbero non affrontare certe verità.
Alberto Capolungo, presidente dell’associazione Vittime della Uno Bianca, non usa mezzi termini: "Il mondo alla rovescia. È vero che non c’è mai limite al peggio, ma qui abbiamo raggiunto l’apice". Le sue parole riflettono lo scetticismo di chi, da anni, lotta per tenere viva la memoria di quanto accaduto, senza concessioni a narrazioni alternative.
Intanto, Belve Crime si prepara a scuotere il pubblico con un format che esplora la mente dei criminali. Oltre a Mikula, tra gli ospiti ci saranno Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, Tamara Ianni e Mario Maccione. Un viaggio negli abissi dell’umano, in cui Fagnani – reduce dal successo di Belve – prova a spingersi oltre i confini del talk show tradizionale.




