Eva Mikula racconta la sua verità sulla banda della Uno Bianca nello speciale "Belve Crime"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Torna a parlare Eva Mikula, la donna che per anni è stata associata – spesso con toni accusatori – alla banda della Uno Bianca, il gruppo criminale responsabile di una serie di omicidi e rapine che insanguinarono la Romagna tra gli anni ’80 e ’90. La sua testimonianza, raccolta nello speciale Belve Crime in onda su Rai2, riapre un capitolo drammatico della cronaca nera italiana, offrendo una prospettiva personale e controversa su quegli eventi. Mikula, che visse accanto a Fabio Savi – uno dei membri più efferati della banda – ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento attivo nelle violenze, pur riconoscendo di aver condiviso parte di quel periodo con gli assassini.

Il programma, ideato e condotto da Francesca Fagnani, propone interviste a figure centrali di casi giudiziari irrisolti o particolarmente efferati, cercando di scavare nelle motivazioni e nelle dinamiche psicologiche di chi ha commesso reati gravi. Oltre a Mikula, tra gli ospiti della prima puntata c’è Tamara Ianni, la madre del bambino che Enrico Spada – malato di Aids – avrebbe cercato di contagiare sputandogli addosso sangue infetto. Un gesto di crudeltà che, come altri raccontati nello speciale, lascia interrogativi aperti sul limite tra follia e calcolata malvagità.

Non manca poi la presenza di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa nel 2010 e ritrovata senza vita dopo mesi di ricerche. Bossetti, che continua a professarsi innocente nonostante le prove genetiche e le sentenze definitive, concede un’intervista in carcere, riportando l’attenzione su un caso che divise l’opinione pubblica e suscitò polemiche sulle indagini.

Belve Crime si propone come un viaggio nelle pieghe più oscure della criminalità, evitando sensazionalismi facili ma senza edulcorare la realtà. Le storie scelte – dalla Uno Bianca al delitto Gambirasio – sono quelle che hanno lasciato un segno profondo, non solo per la ferocia dei gesti, ma per le ombre che ancora oggi permangono. Quello di Mikula, in particolare, è un racconto che sfida le versioni consolidate, costringendo a rileggere una pagina di storia con occhi diversi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.