Eva Mikula a "Belve Crime": «Non mi scuso, le scuse le aspetto dai familiari delle vittime»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Eva Mikula, ex fidanzata di Fabio Savi – uno dei tre fratelli membri della banda della Uno bianca, responsabile di 24 omicidi e 114 ferimenti tra il 1987 e il 1994 – ha parlato senza filtri nella prima puntata di Belve Crime, lo spin-off condotto da Francesca Fagnani. La donna, che negli anni Novanta collaborò con la giustizia, ha ribadito di non voler chiedere scusa a nessuno, sostenendo anzi di essere lei stessa vittima di un «linciaggio mediatico» durato trent’anni. «La gente mi insulta da decenni, definendomi complice. Per me è un’istigazione al suicidio», ha dichiarato, aggiungendo con tono provocatorio: «Le scuse le aspetto dai familiari delle vittime». Una posizione che ha suscitato immediata reazione da parte della Fagnani, la quale ha replicato seccamente: «I familiari, in generale, non devono chiedere scusa a nessuno».
Mikula, oggi 49enne, ha ricostruito il periodo in cui visse accanto a Savi, descrivendo un clima di violenza e sopraffazione. «Sputavano sangue infetto su mio figlio di due anni», ha raccontato, sottolineando come quelle minacce l’abbiano spinta a collaborare con le indagini. Tuttavia, la giornalista le ha fatto notare che la sua deposizione arrivò solo dopo gli arresti, smontando così la tesi secondo cui sarebbero stati proprio i suoi racconti a far cadere la banda. «Ho pagato per tutti», ha insistito lei, riferendosi alle critiche subite e all’isolamento che ne è seguito.
Nella stessa puntata è intervenuta anche Tamara Ianni, collaboratrice di giustizia dal 2018, che ha svelato i retroscena della sua decisione di testimoniare contro il clan Spada di Ostia. Le sue rivelazioni portarono all’arresto di 32 persone, ma la scelta – come spesso accade in questi casi – non fu indolore. «Felicità, ma anche tanta paura», ha ammesso, descrivendo le pressioni subite dalla criminalità organizzata. La sua testimonianza, così come quella di Mikula, riaccende i riflettori sul ruolo dei pentiti, figure spesso controverse, divise tra il bisogno di riscatto e il peso di un passato che continua a perseguitarle.




