Ponte di Liberazione tra vini, formaggi e quella voglia di primavera nel Piemonte che non si ferma mai

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il calendario, si sa, è generoso quando la ricorrenza del 25 aprile cade di sabato. Quest’anno, nell’81° anniversario della Liberazione, il Piemonte si trova a gestire un’abbondanza di proposte che travalica la semplice commemorazione, trasformando il finesettimana in una sorta di liquida celebrazione laica dove la memoria storica si mescola – senza mai sovrapporsi del tutto – al rito conviviale delle sagre e delle fiere di primavera. E mentre altrove, come a Roma, la data viene scandita da cortei che hanno visto la partecipazione del sindaco Gualtieri e del segretario della Cgil Landini, o in luoghi simbolo come Casa Cervi a Gattatico, dove la musica di Cisco, dei Tre Allegri Ragazzi Morti e dei Punkreas ha animato il pomeriggio -5-6-10, qui, tra le Langhe e il Monferrato, il ritmo lo dettano piuttosto i calici e le bancarelle.

Nel dettaglio, il calendario degli eventi per sabato 25 e domenica 26 aprile si presenta talmente fitto da costringere il visitatore a scelte quasi dolorose. Si parte da Alba, dove la Fiera Internazionale Vinum occupa il Palazzo Mostre e il Cortile della Maddalena, offrendo un’occasione forse irripetibile per degustare le eccellenze dei vitigni locali. Non è però l’unico richiamo per gli intenditori: a Ghemme la Mostra Mercato del vino DOCG fa da contraltare settentrionale, mentre a Nizza Monferrato la tradizione si incarna nella Fiera del Santo Cristo, che lega inscindibilmente il sacro al profano in un tripudio di bancarelle e atmosfere d’altri tempi.

Se il vino rappresenta il filo rosso, la tavola piemontese declina la sua identità anche attraverso formaggi e pietanze rustiche. A Cavallermaggiore prende il via la Sagra del Gorgonzola, un appuntamento che si protrae fino ai primi di maggio e che celebra uno dei prodotti più iconici della regione. Più a nord, a San Ponso, c’è chi osa di più con la "Sagra delle rane", mentre a Torre San Giorgio il fritto misto la fa da padrone. Non mancano le incursioni nel mondo agricolo: a Cavour l’attenzione è sulla filiera della carne, e a Frabosa Sottana la "Fera ‘D San Giors" riporta in scena la zootecnia di una volta, tra animali e antichi saperi contadini.

Ma il ponte non è solo cibo, ovviamente. C’è spazio per la natura con "Balangero in Fiore", che trasforma il centro in un giardino diffuso, e per l’artigianato con "Retrò Mondovì", dove la musica vintage accompagna la riscoperta di oggetti d’epoca. Alessandria si anima con la Fiera di Primavera nel Quartiere Cristo, mentre chi cerca un’atmosfera più europea può spingersi a Biella, dove ai Giardini Zumaglini un percorso enogastronomico mescola sapori locali e internazionali come fossero tappe di un unico, ideale viaggio. In sostanza, la scelta non è se uscire, ma dove.

Il gusto della Resistenza e i contorni di una festa popolare diffusa

La particolarità di questo specifico finesettimana, va detto, risiede nella capacità del territorio di assorbire il significato civile della data senza trasformarlo in una retorica stucchevole. Come testimoniano le innumerevoli iniziative sparse per le province – da Torino a Cuneo, passando per Asti e Vercelli – il modello piemontese sembra essere quello della festa di paese: si inizia con una commemorazione, magari davanti al monumento, e si prosegue con un piatto di tajarin o un bicchiere di Barbera. È un meccanismo collaudato, quello che tiene insieme la memoria dei partigiani e la voglia di godersi la primavera.

Per chi, invece, volesse puntare tutto sulla musica dal vivo senza allontanarsi troppo dai confini regionali, l’offerta è altrettanto solida. A Pinerolo, ad esempio, il "FoodX" affianca agli stand gastronomici momenti di intrattenimento, mentre il concertone di Casa Cervi, pur trovandosi fisicamente in Emilia, rappresenta un polo di attrazione anche per i piemontesi della fascia confinaria, grazie a un programma che unisce il folk-rock di Cisco all’energia punk dei Punkreas. Una scelta, quest’ultima, che ribadisce come spesso i confini amministrativi contino poco di fronte alla forza di un’identità culturale condivisa.

Sapori di provincia e mercati a cielo aperto tra colline e first hall dell’estate

Scendendo nel dettaglio delle singole realtà, emerge un mosaico composito ma coerente. A Castellamonte, domenica, la Fiera Primaverile Agricola e del Bestiame riporta le tradizioni rurali al centro della scena, mentre a Pralormo "Cascine in Piazza" fa altrettanto lungo via Umberto I. Nel Torinese, insomma, non c’è comune che non tenti di ritagliarsi il suo spazio nel calendario. E lo stesso accade in provincia di Cuneo, dove Mondovì si tuffa nel passato e Murazzano propone "Anduma e TasTuma", un evento che, come suggerisce il nome dialettale, invita letteralmente ad andare e assaggiare, con particolare attenzione ai formaggi locali.

Non mancano le chicche per gli amanti dell’antiquariato e del green: la Mostra Mercato di Oggetti Antichi ad Asti e la manifestazione "ViviVerde" a Castell’Alfero offrono due declinazioni opposte ma complementari dello stesso desiderio di evasione. Se si considera poi l’apertura straordinaria di siti storici in altre regioni vicine, come il Museo della Guerra di Vermiglio in Val di Sole, si capisce come l’intero arco alpino occidentale si sia mobilitato per sfruttare al massimo questo lungo ponte. L’impressione, pur evitando facili entusiasmi, è che il Piemonte abbia confezionato un prodotto calibrato perfettamente per tutte le platee.

L’imbarazzo della scelta tra calici, fiori e bancarelle della tradizione

Tirando le somme del menù a disposizione, la difficoltà per il visitatore del 25 e 26 aprile non sarà certo trovare qualcosa da fare, ma piuttosto riuscire a infilare più tappe in un solo weekend. Se si è enoturisti accaniti, Vinum ad Alba e la manifestazione di Ghemme sono tappe obbligate; se si viaggia con bambini, eventi come "Balangero in Fiore" o la Fiera di Primavera ad Alessandria offrono spazi aperti e animazioni. E se, infine, l’obiettivo fosse semplicemente quello di mangiare bene, la scelta di una delle tante sagre – dalla Gorgonzola di Cavallermaggiore alle rane di San Ponso – risulterebbe quasi sempre azzeccata.

L’unico vero rischio, semmai, è quello di perdersi in un’offerta fin troppo ricca, dove anche le località minori, da Macra a Lozzolo, tentano di attirare l’attenzione con piatti tipici e mostre mercato. Di certo, chi deciderà di rimanere in città – a Torino o nelle altre province – troverà comunque iniziative, ma chi avrà il coraggio di spingersi lungo le strade statali o tra le colline avrà la meglio, scoprendo un Piemonte che, nel weekend della Liberazione, conferma di saper coniugare il rigore della memoria con la gioia semplice e materica di una tavola imbandita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.