Il naufragio del traghetto a Cipro Nord: otto morti e 23 dispersi, arrestato il comandante
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un boato, poi il ribaltamento. Passeggeri in balia delle onde, aggrappati ai giubbotti di salvataggio, mentre la nave affonda. Scene di terrore al largo della costa settentrionale di Cipro, dove il traghetto ad alta velocità Filo Jet, un catamarano battente bandiera turca, si è capovolto in circostanze ancora in via di accertamento, causando una strage.
Il bilancio, diffuso dal primo ministro della autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, Unal Ustel, è di almeno otto vittime, 23 dispersi e 237 sopravvissuti, un numero che è andato via via aggravandosi nel corso delle ore, mentre le operazioni di ricerca non si sono mai fermate.
Una rotta di routine e le prime avvisaglie del disastro
Il traghetto, di proprietà della compagnia Filo Denizcilik, era partito dal porto di Kyrenia, o Girne, nella parte settentrionale dell'isola, con destinazione Tasucu, nella provincia turca di Mersin. A bordo, tra passeggeri ed equipaggio, viaggiavano circa 267 persone, un numero che rende l'incidente uno dei più gravi disastri marittimi nella storia recente della regione.
Secondo le prime ricostruzioni ufficiali, fornite dal premier Ustel, la nave avrebbe dovuto salpare già il giorno prima, ma la partenza era stata rinviata a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Tuttavia, nonostante il rinvio, il catamarano, appena lasciata la costa, si è trovato ad affrontare un mare agitato. Il segnale di soccorso è stato lanciato intorno alle 12:10, quando l'equipaggio ha segnalato un'infiltrazione d'acqua a circa tre o quattro miglia dalla costa.
Secondo quanto riferito dalle autorità, lo scafo sarebbe stato dapprima colpito da una forte onda e, mentre il capitano tentava di riprendere il controllo, una seconda onda avrebbe causato l'ingresso dell'acqua. Le suppliche dei passeggeri al comandante di tornare indietro, come riportato da alcuni sopravvissuti, sarebbero state inascoltate.
Un'esplosione a bordo e il caos in mare
La dinamica ufficiale, tuttavia, si scontra con la testimonianza drammatica di un passeggero tratto in salvo, che ha fornito un resoconto inquietante e diverso. Intervistato dalle emittenti televisive locali al suo arrivo in porto, l'uomo, visibilmente scosso dopo aver trascorso circa un'ora e mezza in acqua, ha raccontato di aver udito un'esplosione nella parte anteriore della nave, dove lui stesso si trovava. "La prua è esplosa, mentre la nave ha cercato di invertire la rotta. E i finestrini laterali si sono frantumati.
Il traghetto ha imbarcato acqua", ha dichiarato, aggiungendo che chi poteva è fuggito per mettersi in salvo. Le immagini amatoriali che hanno cominciato a circolare mostrano il catamarano adagiato su un fianco, parzialmente sommerso, con decine di persone aggrappate alla parte emersa dello scafo arancione, in attesa disperata dei soccorsi.
Nel frattempo, le operazioni di salvataggio si sono attivate immediatamente, con l'intervento di motovedette della guardia costiera, elicotteri, imbarcazioni civili e persino un aereo di perlustrazione messo a disposizione dalla Turchia. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che Ankara ha mobilitato tutte le sue risorse in collaborazione con le autorità locali.
Arresti e indagini per negligenza
Mentre le ricerche dei dispersi proseguivano senza sosta, con l'ausilio di droni e sommozzatori, le autorità hanno compiuto un passo deciso che ha scosso ulteriormente l'opinione pubblica. Il primo ministro Unal Ustel ha annunciato l'arresto del comandante e di sette membri dell'equipaggio. L'accusa, per tutti loro, è di possibile negligenza. "Ogni aspetto sarà oggetto di indagine", ha precisato Ustel, aprendo uno scenario che non esclude pesanti responsabilità personali.
La decisione è giunta anche in seguito alle accuse del passeggero sopravvissuto, che ha puntato il dito contro il comandante, sostenendo che si sia "buttato per primo" in acqua per salvarsi, senza alcuna pianificazione dell'evacuazione. Un'accusa gravissima che richiama alla mente la tragedia della Costa Concordia, quando il comandante Francesco Schettino abbandonò la nave prima del completamento delle operazioni di salvataggio.
La compagnia di navigazione, Filo Denizcilik, si è detta "profondamente addolorata per il tragico incidente" e ha annunciato di aver mobilitato le proprie risorse per collaborare con i soccorsi, attivando una linea telefonica dedicata per i familiari.
Un bilancio che si aggrava e un relitto a 514 metri
Il catamarano, lungo 40 metri e largo 10, è completamente affondato e ora riposa a una profondità di circa 514 metri, un dato che rende estremamente complesse le eventuali operazioni di recupero. Il ministro dei Trasporti di Cipro del Nord, Erhan Arikli, ha confermato l'aggravarsi del bilancio, con il numero dei dispersi che si assesta su 17 persone e le vittime accertate che salgono a 8.
Le speranze di ritrovare altri superstiti si riducono di ora in ora, mentre gli ospedali dell'isola hanno ricevuto decine di feriti, molti dei quali in stato di choc. La Farnesina, dal canto suo, ha fatto sapere di essere in stretto contatto con le autorità locali per verificare l'eventuale presenza di cittadini italiani tra le vittime, anche se non risultano segnalazioni ufficiali in tal senso.
La rotta tra Kyrenia e la Turchia è uno dei collegamenti marittimi più trafficati della regione, un'arteria vitale che si è trasformata, per quasi 270 persone, in una trappola mortale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
