Naufragio a Cipro, il racconto dei sopravvissuti: "Implorati il capitano di invertire la rotta, ma ha accelerato"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sono bastate due grosse onde, una dopo l'altra, a trasformare una traversata ordinaria in una tragedia consumata a soli due chilometri dalla costa di Kyrenia, la perla turistica di Cipro Nord che molti non esitano a definire la "Portofino cipriota".

Il traghetto FiloJet, un catamarano di proprietà della compagnia privata Filo Denizcilik, con a bordo 267 passeggeri in gran maggioranza turisti turchi di rientro verso il porto di Tasucu, in Turchia, si è ribaltato e inabissato in pochissimo tempo, lasciando dietro di sé un bilancio provvisorio ma già drammatico di otto vittime accertate e diciassette dispersi.

La dinamica dell'affondamento e le richieste d'aiuto

La nave, partita domenica 30 agosto dalla costa settentrionale dell'isola, ha iniziato a imbarcare acqua a circa sette chilometri dalla riva, una distanza che avrebbe potuto consentire un rientro in sicurezza se la rotta fosse stata invertita tempestivamente. Secondo le testimonianze raccolte tra i superstiti, invece, il comandante avrebbe scelto di proseguire verso la Turchia nonostante le avvisaglie del cedimento strutturale.

"Abbiamo implorato il capitano di tornare indietro, la nave imbarcava acqua in modo preoccupante, ma lui ha accelerato", ha raccontato un uomo che si è salvato aggrappandosi ai detriti, in uno dei racconti più sconvolgenti emersi nelle ore successive al disastro. Pochi istanti dopo, il boato dello scafo che cedeva ha segnato l'inizio della fase più critica, con il catamarano che si è inclinato per poi sparire sotto la superficie del Mediterraneo orientale.

Il racconto dei sopravvissuti e il panico a bordo

I sopravvissuti, molti dei quali ancora sotto shock, hanno descritto minuti di terrore assoluto mentre cercavano disperatamente di mettersi in salvo dall'imbarcazione che affondava rapidamente. "Ho visto persone morire in mare perché non sapevano nuotare; alcune, in preda al panico, non hanno afferrato i giubbotti di salvataggio e si sono gettate in acqua per la paura", ha dichiarato un testimone, la cui identità non è stata resa nota, in un racconto che getta luce sulla concitazione degli ultimi istanti prima del ribaltamento.

La confusione e il timore hanno giocato un ruolo determinante, con molti passeggeri che si sono trovati intrappolati tra la decisione di indossare i dispositivi di galleggiamento e l'istinto di lanciarsi in mare per allontanarsi dalla nave che affondava.

Le operazioni di ricerca e il bilancio delle vittime

In queste ore, le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono senza sosta coordinate dalle autorità locali e con il supporto di mezzi navali provenienti dalla Turchia, ma le speranze di ritrovare in vita gli altri diciassette passeggeri risultano sempre più flebili con il passare delle ore.

L'area del naufragio, situata in prossimità delle acque territoriali di Cipro Nord, è stata circoscritta per agevolare le immersioni dei sommozzatori che esplorano lo scafo sommerso, mentre i familiari delle vittime e dei dispersi sono stati raggiunti dagli operatori dell'emergenza per ricevere assistenza psicologica.

Il tragitto tra Kyrenia e Tasucu, lungo circa settanta chilometri, è uno dei collegamenti marittimi più frequentati durante la stagione estiva, ma la tragedia di domenica ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle imbarcazioni impiegate e sulle procedure di evacuazione in caso di avaria.

Le indagini e le responsabilità

Sul disastro è stata aperta un'inchiesta per accertare le cause del cedimento dello scafo e valutare eventuali negligenze da parte dell'equipaggio, con particolare attenzione alla decisione del comandante di non rientrare a Kyrenia nonostante l'acqua già entrata nella stiva.

Gli investigatori stanno acquisendo i registri di bordo e le comunicazioni radio intercorse tra il FiloJet e le stazioni costiere, mentre gli esperti navali esaminano i detriti recuperati per comprendere se il catamarano, varato meno di dieci anni fa, presentasse vizi strutturali o se le condizioni meteo avverse, con onde alte e vento forte, abbiano contribuito all'implosione dei compartimenti stagni. La compagnia Filo Denizcilik, che gestisce la rotta, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'accaduto limitandosi a esprimere il proprio cordoglio per le vittime.

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