Naufragio del traghetto a Cipro, accuse al capitano: cosa emerge
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Redazione Esteri
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Le accuse rivolte dai sopravvissuti al capitano saranno investigate dopo il naufragio del traghetto a Cipro, affondato al largo di Kyrenia/Girne mentre era diretto verso Tasucu, in Turchia. Il Filo Jet, partito domenica 30 agosto dalla costa settentrionale dell’isola con 269 persone a bordo, ha iniziato a imbarcare acqua poche miglia dopo la partenza, a circa 7 chilometri dalla riva. Il tentativo di rientrare verso il porto non è riuscito: la nave si è capovolta ed è finita sul fondo, a una profondità di 514 metri. Il bilancio indicato è di otto morti e 18 dispersi, mentre proseguono le operazioni di ricerca delle persone che ancora non risultano ritrovate.
Le accuse dei sopravvissuti dopo il naufragio del traghetto a Cipro
Al centro degli accertamenti ci sono le testimonianze di chi è riuscito a sopravvivere all’affondamento. Alcuni testimoni hanno parlato di porte sbarrate durante i momenti in cui i passeggeri cercavano di lasciare l’imbarcazione e hanno accusato il capitano di avere abbandonato la nave. Sono proprio queste dichiarazioni a dover essere investigate dopo il naufragio del Filo Jet, avvenuto in un tratto di mare non lontano dal porto di partenza. La dinamica descritta nei racconti mostra quanto rapidamente sia precipitata la situazione: dopo avere cominciato a imbarcare acqua, il traghetto avrebbe tentato di tornare indietro, ma la manovra non è bastata a evitare il capovolgimento e il successivo affondamento.
Secondo le informazioni emerse, sarebbero bastate due grosse onde, arrivate una dopo l’altra, a precedere il naufragio del traghetto partito da Kyrenia e diretto sulla costa turca. L’acqua avrebbe iniziato a entrare quando la nave si trovava ancora a circa 7 chilometri dalla riva, lasciando poco tempo alle persone a bordo per reagire. Il Filo Jet è quindi affondato in breve tempo, mentre passeggeri e sopravvissuti cercavano di mettersi in salvo. La posizione del relitto, a 514 metri di profondità, restituisce anche la dimensione dell’incidente avvenuto al largo della costa settentrionale di Cipro, dove le ricerche dei dispersi stanno continuando senza sosta.
Il racconto dal mare e la ricerca dei 18 dispersi
Le testimonianze raccolte dopo l’affondamento descrivono momenti di forte paura tra le persone presenti a bordo. Un sopravvissuto ha raccontato di avere visto persone morire in mare perché non sapevano nuotare e di avere assistito alle reazioni di chi, preso dal panico, non è riuscito ad afferrare i giubbotti di salvataggio prima di gettarsi in acqua. Il racconto mette in evidenza la rapidità con cui i passeggeri si sono trovati a dover lasciare il traghetto e affrontare il mare. Le dichiarazioni dei superstiti si aggiungono alle accuse sulle porte che sarebbero state sbarrate e sul comportamento attribuito al capitano, elementi che saranno oggetto di indagine.
Il numero delle persone coinvolte rende particolarmente rilevanti le operazioni ancora in corso: sul traghetto viaggiavano complessivamente 269 persone, otto delle quali hanno perso la vita, mentre altre 18 risultano disperse. Le ricerche proseguono nelle ore successive al naufragio nel tratto di mare al largo di Kyrenia/Girne. Parallelamente, l’attenzione resta concentrata sulla ricostruzione di quanto accaduto dal momento in cui il Filo Jet ha iniziato a imbarcare acqua fino al capovolgimento. Le testimonianze dei sopravvissuti, il tentativo fallito di rientrare in porto e le accuse formulate nei confronti del capitano rappresentano gli elementi emersi dopo l’affondamento della nave diretta a Tasucu.
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