Morte avvelenate con la ricina a Pietracatella, il killer è "esperto" secondo l'avvocato di un medico indagato

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L’assassino della ricina “è sicuramente esperto“. È ciò che sostiene Domenico Fiorda, l’avvocato di uno dei medici indagati nelle prime fasi dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e Sara Di Vita (15), rispettivamente madre e figlia di Pietracatella avvelenate durante le festività di Natale nel 2025. Fiorda lo sostiene ricordando che “non si tratta di ricina semplicemente estratta dal seme” bensì “è qualcosa di più complesso”. (Virgilio)

Ne parlano anche altri giornali

Il caso dell’avvelenamento da ricina costato la vita ad Antonella, 50 anni, e alla figlia Sara, 15, torna al centro dell’inchiesta con nuovi verbali e con la ricostruzione delle ultime ore prima del peggioramento. (Il Giornale d'Italia)

Mattina News 20/07/2026 Negli ultimi giorni le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara per avvelenamento da ricina si sono concentrate sulle analisi scientifiche e su dispositivi elettronici e altri materiali sequestrati nella casa dove vivevano le due donne con gli altri familiari. (RaiPlay)

A Morning News interviene Domenico Fiorda, avvocato di uno dei medici indagati nel caso delle due donne avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. (Mediaset Infinity)

Pietracatella, i consulenti della Procura non scagionano i medici

A stabilirlo è la relazione autoptica: il veleno sarebbe stato ingerito per via orale nei pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre. Antonella Di Vita, 50 anni, e la figlia Sara, 15, sono morte per un'intossicazione acuta da ricina nella notte tra il 27 e il 28 dicembre all'ospedale Cardarelli di Campobasso. (Corriere Adriatico)

Le dichiarazioni del colonnello Gennaro Cassese, all’epoca tra i responsabili delle indagini sul delitto di Garlasco, hanno riportato alla luce le dinamiche dell’audizione di Andrea Sempio del 2008 e spiegato perché alcuni elementi oggi al centro del dibattito non destarono particolari sospetti. (Il Giornale d'Italia)

Ma gli stessi esperti spiegano di non poter affermare che un ricovero più tempestivo avrebbe evitato il decesso. La consulenza depositata nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella individua errori e condotte ritenute censurabili nella gestione di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, dal pronto soccorso all’iter di continuità assistenziale. (Primonumero)