Essilux, Milleri e du Saillant puntano tutto su med tech e scienza: «Terzo trimestre consecutivo a doppia cifra»
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Redazione Economia
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Il trimestre che si è appena chiuso, il primo del 2026, consegna a EssilorLuxottica un risultato che i vertici del gruppo italo-francese non esitano a definire “una conferma”, e non certo l’eccezione. Francesco Milleri, che ne è presidente e amministratore delegato, insieme al vice ad Paul du Saillant, ha messo nero su bianco il dato.127 milioni di euro di fatturato – sottolineando come si tratti del “terzo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra”. Una progressione, quella registrata a cambi costanti (+10,8%), che per i due manager non lascia spazio a interpretazioni ambigue: la visione del gruppo, sempre più orientata alla tecnologia medica e alla scienza, sta mostrando la sua capacità di tradursi in risultati concreti, senza scollamenti tra strategia dichiarata e numeri.
La spinta degli occhiali intelligenti e il peso dell’intelligenza artificiale
A trainare i conti, lo si legge tra le righe della nota diffusa dopo la chiusura del trimestre, c’è in particolare una categoria di prodotto che fino a pochi anni fa sembrava appannaggio esclusivo della grande tecnologia statunitense: gli “occhiali intelligenti”, quelli cioè che inrano funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Il gruppo nato dalla fusione tra Essilor e Luxottica – quest’ultima fondata da Leonardo Del Vecchio – ha visto questi dispositivi correre nelle vendite, alimentando un fatturato complessivo che, a cambi correnti, è cresciuto comunque del 4,1%. Un dato, quest’ultimo, che riflette le oscillazioni valutarie ma non intacca la sostanza di un’accelerazione che Milleri e du Saillant considerano strutturale.
La trasformazione med-tech e la piattaforma AI-driven
Più che un semplice produttore di montature e lenti, insomma, Essilux si sta configurando come un operatore della salute oculare avanzata. Nella stessa comunicazione ufficiale, del resto, i vertici hanno ribadito che il cosiddetto outlook di lungo periodo – quello che guarda ai prossimi cinque anni – è “radicato nella nostra trasformazione med-tech”. E hanno aggiunto un dettaglio non secondario: il consolidamento della “piattaforma medicale AI-driven”. Una scelta, questa, che implica investimenti continui sull’integrazione tra diagnostica, wearable device e trattamento dei dati clinici. Il gruppo prevede, a cambi costanti, una solida crescita dei ricavi totali per l’intero quinquennio, con l’utile operativo adjusted che viaggerà sostanzialmente allineato a quella progressione.
Nessuna inversione di rotta, anzi: la continuità come metodo
Se si osserva il trend degli ultimi trimestri – e i due manager lo hanno fatto esplicitamente – emerge una linea di continuità che non ammette scossoni. La “forza e la rilevanza della nostra visione”, hanno scritto Milleri e du Saillant, vengono confermate “ancora una volta”. Non c’è traccia, nelle loro parole, di cautela o di ridimensionamento delle ambizioni. Anzi, la previsione per i prossimi cinque anni si presenta come una sorta di estensione naturale del percorso già tracciato: una nuova fase, quella descritta nella nota, che dovrebbe trasformare il gruppo in “un leader globale nella salute degli occhi avanzata e integrata”. Con un obiettivo dichiarato – migliorare il potenziale umano – che suona quasi come una missione prima ancora che un obiettivo industriale. Il mercato, per ora, sembra premiare questa coerenza.




