Russia intensifica gli attacchi sull’Ucraina: raid con droni e missili, vittime a Kiev e Kharkiv
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Redazione Esteri
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Nella notte tra sabato e domenica, la Russia ha scatenato un nuovo assalto contro l’Ucraina, utilizzando un mix letale di missili e droni che ha colpito obiettivi civili e militari. Quattro missili antiaerei S-300, lanciati dalla regione di Kursk, e 157 droni d’attacco Shahed – di cui 117 abbattuti dalle difese ucraine – hanno martellato il territorio, con esiti particolarmente gravi a Kiev e Kharkiv. L’Aeronautica militare ucraina ha confermato la presenza di feriti, sottolineando come l’offensiva aerea "continui senza sosta", con nuovi velivoli senza pilota penetrati dai confini settentrionali.
Kiev, bersaglio primario dell’ondata di attacchi, è stata trasformata in un teatro di guerra per oltre sette ore, segnando il più massiccio impiego di droni dall’inizio del conflitto. Le sirene antiaeree hanno costretto migliaia di persone a cercare rifugio nelle stazioni della metropolitana, mentre gli Shahed colpivano quartieri residenziali, scuole e nodi ferroviari. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di un morto e almeno 23 feriti, con danni ingenti a infrastrutture pubbliche e private. A Kharkiv, dove i raid si sono ripetuti con analoga violenza, le autorità locali hanno denunciato la distruzione di edifici civili, aggravando una crisi umanitaria già insostenibile.
Nelle regioni di Donetsk e Kherson, intanto, i bombardamenti russi hanno ucciso cinque civili, secondo fonti governative riprese dai media. Le aree colpite, già teatro di aspri combattimenti, hanno visto il targeting deliberato di abitazioni e servizi essenziali, con cinque grattacieli e sei case private ridotti in macerie. Mosca, dal canto suo, ha rivendicato il controllo di Sobolevka, nell’oblast di Kharkiv, e di Poddubnoye, nella autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, avanzando così una narrativa di progresso territoriale mentre la guerra di logoramento si inasprisce.




