Mps, i proxy advisor si schierano con Palermo e spaccano il voto sulla lista del cda

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il tabellone di Monte dei Paschi di Siena comincia a mostrare le prime, decisive crepe prima dell’assemblea del 15 aprile. A rompere gli equilibri, con una mossa che ha dell’eccezionale per la sua natura selettiva, arriva il verdetto di Institutional Shareholder Services (Iss), il proxy advisor più influente per i fondi d’investimento: quelli che, nelle prossime settimane, dovranno esprimere un voto destinato a ridisegnare il vertice della banca più antica del mondo. Iss suggerisce di sostenere la lista del consiglio di amministrazione uscente, quella che indica come amministratore delegato Fabrizio Palermo, l’attuale numero uno di Acea. Ma attenzione: non si tratta di un endorsement incondizionato. Anzi, è proprio lì, nella delicatezza delle distinzioni, che si gioca la partita più sottile.

Il “sì” condizionato a Palermo e i bollini rossi su Maione

Il proxy advisor, pur riconoscendo i meriti della lista avversaria presentata da Plt Holding – quella che rilancia il ceo uscente Luigi Lovaglio e il presidente Cesare Bisoni spingendo per un ricambio quasi totale del board –, la boccia senza appello per la fase attuale. Iss arriva al punto di suggerire agli azionisti di non votare per i candidati di quella compagine, definita come portatrice di un «completo rinnovamento del consiglio» unito alla «reintegrazione dell’amministratore delegato uscente». Un giudizio, quest’ultimo, che suona come una doccia fredda per chi sperava in una discontinuità netta. Sul fronte della lista del cda, invece, le indicazioni si fanno chirurgiche: Iss dà il proprio via libera all’elezione di Fabrizio Palermo come amministratore delegato, sebbene con una riserva che pesa come un macigno. Lo stesso manager, si legge nelle valutazioni del proxy, manca di un’esperienza diretta e consolidata nel settore bancario.

Il nodo Bce e i dubbi sulla vigilanza

E proprio su questo punto – l’assenza di un passato da banchiere – si innesta la preoccupazione che arriva da Francoforte. Secondo quanto riferito da Reuters, che cita una fonte direttamente informata, la Bce guarda con crescente inquietudine alla candidatura di Palermo. La vigilanza unica, si mormora negli ambienti finanziari, teme che alla guida di Mps possa sedersi un amministratore delegato privo delle competenze tecniche necessarie a governare una banca sistemica, ancora segnata da cicatrici profonde e da un passato di interventi statali. Palermo, va ricordato, proviene dal mondo delle utility e dell’energia: la sua esperienza ad Acea non ha mai incrociato i bilanci e i rischi regolamentari di un istituto di credito. Una discrepanza che Iss ha evidenziato, ma senza arrivare a bloccare la sua indicazione di voto.

Il voto selettivo e la partita dei singoli candidati

Nell’articolato parere del proxy advisor, la strategia suggerita agli azionisti si fa ancora più complessa quando si scende nel dettaglio dei nominativi. Iss propone infatti di votare per la lista del cda – quella che sostiene Palermo – ma con un meccanismo di voto selettivo sui singoli candidati. Tradotto: sì al manager di Acea come amministratore delegato, ma non a tutti i suoi compagni di viaggio. In particolare, il proxy boccia senza mezzi termini Nicola Maione, indicato per un ruolo chiave nel board, e mette in discussione anche le candidature di Lombardi e di Caltagirone junior. La raccomandazione diventa quindi un invito a non sostenere Maione nella seconda votazione, quella che scatterebbe automaticamente nel caso in cui la lista del board risultasse vincitrice al primo turno. Un’eventualità, quest’ultima, che trasformerebbe l’assemblea in una corsa a ostacoli per il presidente designato.

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