Mps e Mediobanca, i proxy advisor divisi sull'aumento di capitale: Glass Lewis dice sì, Iss no

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La scalata di Mps su Mediobanca, che passerà al vaglio dell’assemblea degli azionisti il prossimo 17 aprile, divide i proxy advisor, i consulenti che guidano i fondi nelle decisioni di voto. Se Glass Lewis, in un report dettagliato, ha raccomandato agli investitori di approvare l’aumento di capitale necessario all’operazione, Iss si è invece schierato in netto dissenso, suggerendo di respingere la proposta.

Glass Lewis, pur riconoscendo i rischi legati all’integrazione tra i due istituti – in particolare quelli connessi alla fusione culturale e alla possibile destabilizzazione del modello di business di Mediobanca – ha valutato che tali criticità possano essere mitigate da un’esecuzione disciplinata. «Le preoccupazioni esistono, ma sono gestibili», si legge nel documento, che sottolinea come l’amministratore delegato di Mps, Lovaglio, abbia dimostrato capacità nel guidare transizioni complesse.

Una posizione diametralmente opposta a quella di Iss, che pochi giorni fa aveva bocciato l’operazione, ritenendola troppo rischiosa per gli azionisti della banca senese. Il dissenso tra i due principali advisor riflette le incertezze che circondano l’offerta, destinata a ridisegnare gli equilibri del settore bancario italiano.

Ora la palla passa ai fondi, che dovranno esprimersi in un’assemblea cruciale per il futuro di Mps, ancora parzialmente controllato dallo Stato dopo il salvataggio del 2017. Se Glass Lewis punta a rassicurare gli investitori sulla fattibilità del piano, il fronte del no guidato da Iss potrebbe complicare i piani del management, costringendolo a rivedere la strategia.

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