Hellwatt Festival, il conto salato del “tutti contro tutti” per gli albergatori di Reggio Emilia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La cancellazione dei live di Travis Scott e Kanye West, previsti per il 17 e 18 luglio alla Rcf Arena di Campovolo, non rappresenta soltanto una doccia fredda per i circa centomila spettatori che avevano già acquistato il biglietto, ma si sta trasformando in un vero e proprio grattacapo – economico e organizzativo – per il sistema ricettivo della provincia.
A lanciare l’allarme, raccogliendo il malcontento generale, è Francesca Lombardini, presidente di Federalberghi-Confcommercio Reggio Emilia, la quale sottolinea come le imprese di accoglienza abbiano pianificato investimenti e strategie commerciali su questi appuntamenti, salvo poi ritrovarsi con un “buco” nero da gestire. “È giusto che si sappia – denuncia la rappresentante di categoria – che stiamo affrontando un disagio enorme generato da una situazione che non dipende certo dagli imprenditori dell’accoglienza”.
Lo stop deciso dal prefetto Salvatore Angieri, motivato da questioni di ordine pubblico legate anche alle polemiche sulle dichiarazioni passate di Kanye West, ha innescato una reazione a catena che rischia di lasciare sul campo cifre importanti, considerando i flussi turistici attesi per i due big americani.
Un “valzer” giudiziario e politico che lascia i conti in rosso
La vicenda, che aveva già visto un cambio di denominazione da Hellwatt a Pulse of Gaia, si è trasformata in un vero e proprio “tutti contro tutti” che coinvolge non solo gli organizzatori, ma anche la politica nazionale. Nel frattempo, mentre Matteo Renzi attacca il prefetto parlando di “follia” e Carlo Calenda incassa il risultato delle sue battaglie parlamentari contro l’antisemitismo, sul tavolo degli albergatori restano i numeri: camere bloccate da mesi, rinuncia ad altre prenotazioni e ora la lunga trafila dei rimborsi.
“Quando un evento di questa portata viene annullato – prosegue Lombardini – non c’è soltanto il mancato guadagno. Le strutture devono gestire rimborsi, sostenere commissioni bancarie e dedicare tempo e risorse amministrative a pratiche che sottraggono energie alla normale operatività”. Una situazione paradossale, se si considera che la programmazione degli hotel era stata studiata nei minimi dettagli per reggere l’urto di decine di migliaia di fan, un’affluenza che avrebbe dovuto riempire la capienza massima della Rcf Arena, stimata intorno ai 100mila posti.
Tra rimborsi mancati e il caso di Travis Scott
Se per i fan di Kanye West la delusione è amplificata dalle sue controversie personali – ricordiamo che l’artista, nato l'8 giugno 1977 ad Atlanta, ha alle spalle una carriera costellata di Grammy ma anche di recenti scuse pubbliche per dichiarazioni antisemite – per gli operatori turistici il danno è puramente economico e non sceglie un artista rispetto all’altro.
A gettare benzine sul fuoco ci pensa anche il Codacons, che invita gli spettatori a farsi rimborsare non solo il costo del biglietto (circa settantamila venduti per West e ventimila per Scott), ma anche le spese accessorie di treni, aerei e, per l’appunto, di hotel. Una richiesta che, se accolta, aumenterebbe l’emorragia finanziaria per le casse degli organizzatori e degli esercenti. In questo marasma, emerge anche la voce dei promoter professionisti di Assoconcerti, i quali tuonano contro l’improvvisazione: “Non basta avere i soldi, serve esperienza sul campo. bloccare uno show a poche settimane dalla data non può diventare la normalità”. Un attacco trasversale che sembra colpire sia la gestione del festival, caratterizzata da continui ribaltoni interni e dall’estromissione dell’ideatore originario, sia la stessa decisione prefettizia che alcuni, come riporta il Resto del Carlino, ritengono affrettata dato che le forze dell’ordine non avrebbero sollevato particolari criticità nella riunione del 25 maggio.
La credibilità della Rcf Arena in discussione
Al di là delle polemiche politiche e dei giochi di potere tra i vari promoter – incluso l’annuncio di una class action da parte dell’organizzatore estromesso – la protesta di Federalberghi assume i contorni di un vero e proprio atto di accusa verso la gestione del futuro dell’area. “La Rcf Arena rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di Reggio Emilia – sottolinea la presidente Lombardini – e la credibilità della città passa anche dalla credibilità della sua gestione”.
L’auspicio degli albergatori, ora, è che il management dell’Arena possa “riscattarsi” trovando iniziative sostitutive velocemente, per evitare che l’estate degli hotel reggiani, già provata dall’assenza delle tradizionali Fiere, si trasformi in un deserto di prenotazioni.
D’altronde, per chi aveva messo in conto l’arrivo di due superstar mondiali come Travis Scott (sopravvissuto al tragico Astroworld Festival) e Kanye West (il miliardario della musica), accettare ora la prospettiva di un luglio senza sold-out è una batosta difficile da digerire, che lascia sul campo solo rimborsi da gestire e illusioni infrante.




