Stellantis, il conto salato della svolta elettrica
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Redazione Economia
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Un venerdì nero per Piazza Affari, dove il Titolo Stellantis ha subito un tonfo storico, lasciando sul terreno fino al 29% del suo valore in una giornata segnata da volumi di scambio elevatissimi. Il tracollo, che ha eroso oltre quattro miliardi di capitalizzazione di mercato in poche ore, è la diretta conseguenza di un annuncio shock diffuso dal gruppo automobilistico prima dell'apertura dei listini. Con un comunicato ufficiale, l’azienda ha infatti dichiarato di dover sostenere oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, una cifra mastodontica che riflette, nelle parole dell’amministratore delegato Stefano Filosa, “una sovrastima del ritmo della transizione energetica”. Questa valutazione errata, come ammesso dallo stesso vertice aziendale, ha allontanato la produzione dalle effettive esigenze e dalle possibilità di spesa di una parte significativa degli acquirenti.
Gli errori strategici e la ristrutturazione
La mole di queste spese, definite appunto “straordinarie”, è il frutto di una rilettura complessiva della strategia industriale, la quale ha portato alla luce costi di ristrutturazione imponenti e perdite operative fino a 21 miliardi nel solo secondo semestre dell’esercizio. Filosa, durante una conferenza call con gli analisti, ha riconosciuto che gli errori industriali commessi, come una programmazione troppo ottimistica sulla domanda di veicoli a batteria, hanno causato enormi perdite e stanno ora obbligando a una dolorosa correzione di rotta. Tra i problemi emersi spicca il rischio di una sovraccapacità produttiva, con alcuni impianti, come quello di Cassino, già coinvolti in nuove sospensioni temporanee delle attività, mentre si procede a ridefinire il portafoglio dei marchi di cui il gruppo dichiara di essere orgoglioso.
Le contromisure finanziarie immediate
Per far fronte a questa situazione senza precedenti, il consiglio di amministrazione ha preso decisioni drastiche che incidono direttamente sulla remunerazione degli azionisti e sulla struttura del capitale. La misura più immediata per gli investitori è la sospensione totale del dividendo per l’intero anno 2026, una mossa che priva il mercato di un flusso di casso atteso. Contemporaneamente, per rafforzare la solidità patrimoniale senza ricorrere, come specificato dal chief financial officer, a un aumento di capitale, Stellantis ha annunciato l’emissione di obbligazioni subordinate ibride e perpetue per un valore di 5 miliardi di euro. Questi strumenti finanziari complessi mirano a reperire liquidità, sebbene a un costo elevato e con un rischio maggiore per i sottoscrittori.
La lunga strada verso il riequilibrio
Nonostante il quadro drammatico dei conti, la direzione ha provato a tracciare un orizzonte di uscita dalla crisi, fissando l’obiettivo di un ritorno alla redditività consolidata già nel corso del 2026. Un traguardo che, secondo Filosa, è “esattamente quello che faremo”, mentre si sottolinea la forte pressione competitiva che il gruppo sta affrontando soprattutto nel mercato europeo. Tutti gli sviluppi della nuova strategia e i dettagli del piano industriale aggiornato saranno svelati in occasione dell’investor day fissato per il prossimo 21 maggio. Nel frattempo, alcuni segnali operativi, come l’aumento del 9% nelle consegne del quarto trimestre o la cessione del 49% di Nextstar Energy, appaiono come elementi isolati in un panorama complessivo che richiederà tempo e risorse per essere stabilizzato.




