Imma Tataranni, l’addio di Vanessa Scalera e quel finale che lascia una procura vuota

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un’aria di sospensione, quasi di malinconia, attorno all’ultima inquadratura di Vanessa Scalera nei panni del celebre sostituto procuratore di Matera. La quinta stagione, andata in onda domenica 29 marzo su Rai 1, ha chiuso i battenti con un episodio dal Titolo emblematico, Nessuno si salva da solo, e con una certezza che per i telespettatori si è fatta largo durante la serata: la protagonista, quella stessa attrice che ha dato Corpo e voce a uno dei personaggi più amati della fiction italiana, ha deciso che questo è il punto di arrivo. La domanda, ora, non è tanto come si chiude la vicenda della magistrata irriverente, ma se quel mondo, quell’ufficio, quelle dinamiche tra indagini e vita privata, possano sopravvivere alla sua assenza.

Nata a Mesagne il 5 aprile 1977 e cresciuta a Latiano, Scalera ha costruito la sua carriera con una lentezza che oggi appare quasi programmatica, lontana dai riflettori facili. Trasferitasi a Roma nel 1996 con la famiglia, entrambi i genitori infermieri, ha scelto di formarsi alla scuola di teatro La Scaletta, un percorso che l’ha tenuta a lungo nell’alveo del teatro e del cinema d’autore prima di approdare, dopo i quarant’anni, al ruolo che l’avrebbe consacrata al grande pubblico. È in quella lontananza dal clamore, forse, che va cercata la consapevolezza della sua scelta attuale; l’attrice ha ripetuto in più occasioni come sentisse il bisogno di chiudere un cerchio, di non lasciare che il racconto si trascinasse oltre la sua naturale conclusione.

L’ultima puntata, quarto appuntamento di una stagione breve ma intensa diretta da Francesco Amato, ha cercato di ricomporre i frammenti lasciati in sospeso. Mentre il ritrovamento di un cadavere nel Palombaro di Matera – un uomo ucciso con un colpo alla nuca, esecuzione che profuma di professionista – legava il destino di fornai e detenuti, la vita di Imma Tataranni si giocava su altri fronti. C’è stata una riappacificazione con la figlia Valentina, c’è stato un epilogo dolceamaro con il marito Pietro, un ritorno di fiamma che ha messo ordine nei sentimenti dopo gli screzi e le separazioni. Ma il vero colpo di scena, quello che ridefinisce il perimetro del futuro della serie, è arrivato con la notifica del trasferimento: Imma ha ottenuto il posto da procuratore capo a Milano, un’uscita di scena narrativamente compiuta che, però, lascia un vuoto difficile da riempire.

Nel dettaglio, le trame del finale si sono intrecciate tra il caso criminale e le vicende umane. La tensione familiare, culminata con il tentativo della figlia Valentina di vendere un gioiello ereditato dalla nonna per contribuire alle spese della comunità in cui si era trasferita, è stata ricomposta grazie all’intervento delle nonne e alla ritrovata mediazione di Pietro. Proprio quest’ultimo, dopo aver preso le distanze dal cinico imprenditore Fossati, si è ricongiunto alla moglie in un clima di ritrovata complicità, dichiarandole la volontà di starle accanto anche nella nuova destinazione lavorativa.

Tuttavia, è l’elemento esterno alla finzione a pesare maggiormente sul destino del prodotto. Scalera ha più volte ribadito, nelle interviste rilasciate nelle settimane precedenti alla messa in onda, che questa quinta stagione rappresenta per lei un addio consapevole. Pur senza celare l’affetto per un personaggio che le ha regalato una popolarità inaspettata, la stessa che definiva “coraggiosa” la scelta di affidarle un volto non convenzionale per la prima serata, l’attrice ha sottolineato come la storia personale di Imma avesse ormai esaurito la sua forza. Con la sua partenza, il nodo da sciogliere per la produzione diventa quindi operativo: esiste una possibilità di sequel che prescinda dal suo volto, magari spostando il baricentro su altre figure secondarie, o ci si trova di fronte alla fine definitiva di una serie che aveva fatto della personalità fuori dagli schemi della sua protagonista il suo punto di forza?.

Vanessa Scalera, che nella vita privata è legata da anni all’attore e regista Filippo Gili e si è sempre mostrata restia a mescolare la propria immagine a quella del personaggio pubblico, ha lasciato intendere come la scelta sia maturata in modo naturale. Le sue dichiarazioni, filtrate nei giorni scorsi, parlavano di un rapporto simbiotico con la Tataranni, un ruolo che le ha permesso di esprimere una irruenza che nella vita reale tende a tenere a bada. Ora che il sipario si è chiuso su Matera, con la sua protagonista proiettata verso Milano, la curiosità si sposta inevitabilmente sulle strategie future della Rai. Tra i fan, e non solo, l’interrogativo è se si potrà davvero pensare a una sesta stagione senza la sua interprete principale, oppure se l’eredità della Tataranni verrà raccolta da altri personaggi, magari in una declinazione diversa, come uno spin-off.

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