Il questore smonta i sensitivi, a Favara continuano le ricerche di Marianna
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Redazione Interno
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L'undicesima giornata di ricerche di Marianna Bello, la donna di 38 anni dispersa dal primo ottobre dopo essere stata travolta dalla piena che ha colpito Favara, si è conclusa senza alcun esito, nonostante lo spiegamento di volontari, vigili del fuoco e forze dell'ordine, i quali, come ha sottolineato il questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, "contano sulle persone che lavorano", in un implicito riferimento ai sedicenti sensitivi che in queste ore hanno cercato di attirare l'attenzione mediatica. Il magistrato, che nel pomeriggio ha voluto ispezionare personalmente le zone delle operazioni a bordo di un mezzo dei pompieri, ha parlato con chiarezza del "procurato allarme" scaturito da una falsa notizia circolata nei giorni scorsi, un episodio che ha rischiato di distogliere energie preziose dall'obiettivo principale, ovvero ritrovare una traccia della donna scomparsa.
Il raggio d'azione si allarga, i cani molecolari fanno ritorno a Firenze
Intanto, il perimetro delle indagini si sta progressivamente allargando, mentre i cani molecolari dei Carabinieri, il pastore tedesco “Ula” e il pastore belga “Klaus”, giunti dal centro addestramento di Firenze, hanno dovuto interrompere temporaneamente la loro attività per un impegno istituzionale a Viterbo, con il loro rientro previsto solo per lunedì prossimo, a tredici giorni di distanza dalla tragedia. La loro assenza, sebbene temporanea, rappresenta una battuta d'arresto in un'operazione di questo tipo, nella quale ogni risorsa specializzata è fondamentale per setacciare un territorio reso difficile e insidioso dai detriti depositati dall'acqua.
Una segnalazione sospetta scatena la corsa in contrada Chimento
Proprio i detriti sono stati al centro di una nuova, frenetica attività in serata, quando al centro di coordinamento di via Olanda è giunta, intorno alle ore 18, una segnalazione relativa a un "accumulo di detriti sospetto", descritto grosso modo come una "montagnola di terra che non ci piace". Su quel rapporto, che indicava la contrada Chimento, si è scatenata immediatamente una corsa da parte di tutti i vigili del fuoco disponibili, i quali hanno lasciato il punto in cui stavano precedentemente operando, unitamente agli uomini della Protezione Civile e al sindaco di Favara, Antonio Palumbo, la cui presenza costante sul campo caratterizza ormai da giorni il "fronte" delle perlustrazioni.
La macchina dei soccorsi prosegue instancabile tra speranze e delusioni
La macchina dei soccorsi, nonostante le difficoltà oggettive e le inevitabili frustrazioni che seguono ogni falsa pista, prosegue dunque senza sosta il suo lavoro, scandito da speranze che si accendono rapidamente, come quella della montagnola di terra, e che altrettanto rapidamente possono spegnersi, dimostrando quanto sia complesso districarsi in un ambiente trasformato dalla forza degli elementi. L'attenzione rimane massima, con l'unico scopo di fare chiarezza sulla sorte di Marianna, mentre le forze in campo, ignorando le ricerche di notorietà di alcuni, concentrano i propri sforzi su un lavoro metodico e silenzioso.




