Il questore smonta i sensitivi, le ricerche di Marianna proseguono senza sosta
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Redazione Interno
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L'undicesimo giorno di ricerche di Marianna Bello, la donna di 38 anni travolta dalla piena nel nubifragio che ha colpito Favara, si è concluso senza che emergessero elementi utili a far luce sulla sua scomparsa, un evento che continua a tenere con il fiato sospeso l’intera area, la quale osserva un dispiegamento di forze che non conosce tregua. Anche il questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, ha voluto ispezionare personalmente il vasto teatro delle operazioni, salendo a bordo di un mezzo dei vigili del fuoco per rendersi conto della complessità di un’azione che si svolge su un territorio reso impervio dai detriti depositati dall’acqua.
Le parole del questore e il fenomeno dei sedicenti veggenti
Proprio il questore Palumbo, intervenuto pubblicamente, ha affrontato con parole chiare il fenomeno dei “sedicenti sensitivi” che in queste lunghe giornate hanno tentato di inserirsi nella vicenda, definendo le loro azioni come una mera “ricerca di notorietà” e stigmatizzando, in particolare, “il procurato allarme” seguito alla diffusione di una notizia infondata che aveva inutilmente agitato gli animi. Ha quindi rimarcato, senza mezzi termini, come la squadra istituzionale preferisca contare “sulle persone che lavorano”, un’affermazione che delinea una netta separazione tra il solido impegno dei professionisti e le irrazionali intrusioni di chi specula sul dolore.
L'allargamento del perimetro e il lavoro delle unità specializzate
Nel frattempo, il raggio d’azione delle perlustrazioni si è progressivamente allargato, a significare che non si esclude ormai alcuna possibilità, mentre il grosso del lavoro grava sui vigili del fuoco, i quali impiegano tecniche e strumentazioni d’avanguardia: dai droni per la ricognizione aerea ai soccorritori fluviali, dai topografi agli esperti nella guida di mezzi per il movimento terra, senza dimenticare l’apporto fondamentale delle unità cinofile. A questi, peraltro, si è aggiunto temporaneamente il prezioso contributo dei cani molecolari dei Carabinieri, il pastore tedesco “Ula” e il pastore belga “Klaus”, i quali, dopo aver lavorato nella mattinata, hanno dovuto lasciare la zona per un impegno prestabilito a Viterbo, con il previsto ritorno fissato per lunedì, a tredici giorni di distanza dalla tragedia.
Le segnalazioni e la corsa in contrada Chimento
La speranza, che non viene mai meno, è stata alimentata anche da una segnalazione giunta in serata al centro di coordinamento di via Olanda, la quale riferiva di “un accumulo di detriti sospetto”, descritto quasi come una “montagnola” di terra che “non piaceva” agli occhi di chi l’aveva notata. Su quel punto preciso, in contrada Chimento, si sono quindi precipitate tutte le squadre dei vigili del fuoco disponibili, le quali hanno momentaneamente abbandonato il sito in cui stavano precedentemente operando, assieme agli uomini della Protezione Civile; con loro, in una corsa carica di apprensione, anche il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, che non ha mai voluto interrompere la sua personale e costante presenza su quello che è ormai universalmente considerato il “fronte” della speranza.




