Raf a Verissimo: “Mia moglie Gabriella Labate è stata una salvezza”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un’immagine, tra le più nitide di questo Sanremo 2026, che ha restituito al pubblico un artista nella sua dimensione più autentica: quella di Raf che, durante la serata finale, canta “Ora e per sempre” con lo sguardo fisso negli occhi di Gabriella Labate. Una dedica che non aveva bisogno di troppe parole, eppure domenica 22 marzo, nel salotto di “Verissimo”, il cantautore ha scelto di raccontare il peso specifico di quell’amore, quello che lui stesso definisce – senza mezzi termini – una vera e propria salvezza. A Silvia Toffanin, Raf ha ripercorso i contorni di un periodo lontano, quello degli esordi, quando il successo arrivò in modo così dirompente da renderlo fragile e, a tratti, esposto a quelle tentazioni – le droghe, nello specifico – che in certi ambienti musicali, come ha spiegato, “non era difficile che circolassero”.
L’artista ha avuto la lucidità di ammettere di essersi avvicinato a quel mondo senza mai “cascarci fino in fondo”, fino al punto cioè di sviluppare una dipendenza. È stata una fortuna, ha riflettuto, perché all’epoca gli strumenti per difendersi da certe insidie erano praticamente inesistenti. Ma è nell’incontro con Gabriella Labate che Raf colloca il vero spartiacque: una presenza, la sua, capace di spazzare via ansie e paure con una semplicità disarmante. “Mi ha salvato senza neanche volerlo”, ha detto, “semplicemente con la sua naturalezza”. Un racconto che restituisce l’immagine di un amore solido, costruito nel tempo, e che la coppia ha poi messo in scena anche nel celebre gesto di Sanremo, quando il cantante ringraziò pubblicamente la moglie, definita ispiratrice del brano.
L’amore per i figli e la chimica inspiegabile dei genitori
Se Gabriella Labate ha rappresentato l’approdo sicuro, il resto della famiglia non è stato da meno nel racconto di Raf. Lui e la moglie, sposati da trent’anni, sono genitori di Bianca e Samuele: entrambi, in modi diversi, hanno finito per abbracciare il mondo dell’arte. Samuele, classe 2001, ha collaborato con il padre proprio nella stesura di “Ora e per sempre” – un lavoro a quattro mani che, ha ammesso Raf, ha generato una tensione iniziale “naturale” tra padre e figlio, poi risoltasi in una collaborazione preziosa. Bianca, invece, ha ereditato dalla madre la passione per la danza, tanto da salire sul palco dell’Ariston durante l’esibizione del padre, un’esperienza che ha definito travolgente e dalla quale si è sciolta solo dopo aver ascoltato il consiglio di papà: “divertiti”. Prova, questa, che i legami familiari restano centrali per il cantante, il quale ha descritto il rapporto tra sé e Gabriella come un’intesa quasi inspiegabile, con una chimica che – come ha commentato scherzosamente Bianca – fa sembrare i genitori due sedicenni innamorati.
La musica, tra fragilità giovanili e punti di svolta
Ospite del programma condotto da Silvia Toffanin, Raf ha avuto modo di riannodare i fili di una carriera che, partita negli anni Ottanta con il successo planetario di “Self Control”, lo ha portato a confrontarsi con le dinamiche spesso spietate dello show business. Se la musica è stata la prima ancora di salvezza – quella che lo ha tenuto lontano dalle derive peggiori – è anche vero che il palco, e in particolare il Festival di Sanremo, non ha sempre rappresentato per lui un luogo sereno. L’artista ha ricordato l’edizione di undici anni fa come uno dei momenti più difficili, perché sentiva di essere giudicato più per la performance che per il brano in sé, un approccio che mal si concilia con la sua idea di musica. Oggi, a distanza di anni e con una maggiore consapevolezza, il rapporto con il Festival sembra essersi ricomposto, complice proprio la possibilità di condividere quell’esperienza con le persone a cui tiene di più.
Una salvezza reciproca e senza retorica
Nel corso dell’intervista, il concetto di “salvezza” è tornato più volte, ma sempre calato in una dimensione concreta, lontana da qualsiasi retorica. Raf ha parlato di un momento in cui era “pieno di ansie”, e di come l’incontro con Gabriella abbia agito come un controveleno quasi inconsapevole. Non si è trattato di un gesto eclatante o di un intervento programmato, ma piuttosto di una presenza capace di restituire stabilità. Un equilibrio che dura da tre decenni e che, come emerge dalle parole del cantautore, rappresenta ancora oggi il suo porto sicuro. Del resto, lo stesso Titolo “Ora e per sempre” nasce da un’intuizione avuta proprio durante la stesura delle promesse di matrimonio: una frase che, sostituendo la malinconia di “finché morte non vi separi”, si è trasformata in una dichiarazione di presenza continua e quotidiana. Una storia, quella con Gabriella Labate, che non ha mai avuto bisogno di troppe sovrastrutture, e che a “Verissimo” è apparsa nella sua essenza più semplice: due persone che si scelgono ogni giorno, con la consapevolezza di chi ha attraversato il buio e ha trovato nell’altro la luce per uscirne.




