Al Milan è iniziato il raduno: Allegri a colloquio con Tare e Ibrahimovic, poi i primi allenamenti
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Redazione Sport
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A Milanello, dove l’erba è già tagliata e le linee del campo perfettamente tracciate, è cominciata ufficialmente la seconda avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan. Undici anni dopo l’addio, il tecnico toscano è tornato, accolto da un club che, pur cambiato nel tempo, conserva l’ambizione di competere ai massimi livelli. La prima giornata, scandita da doppie sessioni di allenamento e dal discorso alla squadra, ha visto anche un colloquio a porte chiuse con il direttore sportivo Igli Tare e Zlatan Ibrahimović, figura chiave nel nuovo corso rossonero.
"Porterà esperienza e mentalità vincente", ha detto Tare, confermando che la scelta di Allegri è stata condivisa a tutti i livelli societari. L’allenatore, da parte sua, ha evitato toni trionfalistici, ma non ha nascosto l’obiettivo: "Tornare in Champions League". Un traguardo che, sebbene non esplicitato come prioritario dalle parole dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, resta un punto fermo. "Vogliamo vincere tutti i trofei a cui partecipiamo", ha dichiarato Furlani, lasciando intendere che la stagione non sarà una semplice transizione.
Quello che ha colpito, però, è stato il modo in cui Allegri si è presentato: meno impulsivo rispetto al passato, più riflessivo, quasi a voler marcare una distanza dalla figura a tratti polemica degli anni alla Juventus. Durante la conferenza stampa, durata quaranta minuti, ha dosato cautela e determinazione, senza sbilanciarsi troppo ma lasciando trapelare qualche indizio sul progetto. Tra le righe, è emersa l’intenzione di costruire una squadra solida, capace di soffrire quando serve, senza perdere l’identità offensiva che da sempre appartiene al Dna milanista.




