Bolivia, svolta a destra dopo vent’anni di sinistra: ballottaggio tra conservatori
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Redazione Esteri
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La Bolivia, dopo quasi due decenni di governo del Movimento al Socialismo (Mas), ha voltato pagina. I risultati del primo turno delle elezioni politiche, tenutesi domenica 17 agosto, hanno sancito un netto spostamento a destra dell’elettorato, con due candidati conservatori – il senatore Rodrigo Paz Pereira (Partito Democratico Cristiano) e l’ex presidente Jorge "Tuto" Quiroga – qualificati per il ballottaggio del 19 ottobre. Un esito che segna il tramonto dell’egemonia della sinistra, incapace di riconquistare il consenso perduto tra crisi economica e divisioni interne.
A determinare il crollo del Mas, che nel 2020 aveva riconquistato la presidenza con Luis Arce dopo l’interregno della governante ad interim Jeanine Áñez, sono state soprattutto le lacerazioni tra lo stesso Arce e l’ex presidente Evo Morales, il quale, esiliato e poi rientrato in patria, non ha esitato a lanciare strali contro il suo ex delfino, accusandolo di tradimento. Morales, che aveva già invitato al voto nullo nelle amministrative del 2021, questa volta ha spinto perché i sostenitori boicottassero le urne, contribuendo al 19% di schede bianche o nulle. Una mossa che ha finito per danneggiare ulteriormente il partito, relegandolo a un misero 3,2%, appena sopra la soglia per mantenere la personalità giuridica.
Non è andata meglio ad Andrónico Rodríguez, candidato dell’Alianza Popular e già presidente del Senato, che con l’8,2% si è fermato al quarto posto, scavalcato non solo dai due contendenti di destra ma anche dall’indipendente Samuel Doria Medina. Un risultato che conferma il declino di un movimento, quello socialista, che pure aveva resistito al golpe del 2019 e alla repressione del governo Áñez, ma che oggi appare logorato da lotte intestine e dall’incapacità di rispondere alla stagnazione economica.




