Bolivia: ballottaggio e nuovi equilibri politici

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Bolivia, dopo due decenni di incontrastato governo della sinistra, si appresta a vivere uno scenario inedito e per molti versi imprevedibile. I dati diffusi dal Tribunale supremo Elettorale, sebbene ancora preliminari, non lasciano spazio a dubbi: con oltre il novantadue per cento delle schede scrutinate, il paese andrà incontro a un ballottaggio il prossimo 19 ottobre. A contendersi la presidenza saranno due esponenti di area conservatrice, il senatore di centro-destra Rodrigo Paz Pereira e l’ex capo di Stato Jorge “Tuto” Quiroga. Un evento senza precedenti, questo, che sancisce la clamorosa uscita di scena del Movimento al Socialismo (MAS), il partito che, con Evo Morales, aveva plasmato l’era politica più lunga e significativa della nazione andina.

L’implosione del MAS, che qualcuno legge come l’esito di un processo di lunga durata iniziato con la mancata costruzione di un solido partito rivoluzionario, ha di fatto spalancato le porte a nuovi protagonistismi. L’assenza di una struttura consolidata, come ebbe a sottolineare il filosofo e ex vicepresidente Álvaro García Linera – oggi distante da Morales –, ha finito per favorire un conservatorismo del progressismo, permettendo alla destra di appropriarsi del paradigma del cambiamento. Questo vuoto, che ha determinato anche un’aspra persecuzione giudiziaria e politica contro il padre della Costituzione plurinazionale, spiega in parte la frammentazione del consenso e l’ascesa di leadership personali.

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