Bari, la procura Figc chiede gli atti dell'inchiesta sui De Laurentiis: si profila un procedimento sportivo

Bari, la procura Figc chiede gli atti dell'inchiesta sui De Laurentiis: si profila un procedimento sportivo
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vicenda giudiziaria che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente patron del Napoli e amministratore unico del Bari, si arricchisce di un capitolo destinato ad avere un peso specifico non indifferente sul futuro delle due società. Dopo le perquisizioni della Guardia di finanza dello scorso 7 luglio, che hanno interessato le sedi del club pugliese, di quello partenopeo e della Filmauro, il fronte si è allargato al mondo del calcio che conta.

Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha infatti formalizzato una richiesta ufficiale ai magistrati di Bari per ottenere copia integrale degli atti dell'indagine, un passaggio obbligato che apre concretamente le porte a un procedimento sportivo parallelo a quello penale.

Le ipotesi di reato e il nodo della cessione di Caprile

Al centro dell'attenzione degli inquirenti, sia quelli della magistratura ordinaria che quelli federali, finiscono le complesse dinamiche gestionali della Ssc Bari. Aurelio e il figlio Luigi sono attualmente indagati per i reati di false comunicazioni sociali, con specifico riferimento al bilancio dell'esercizio 2024 del club, e per bancarotta fraudolenta, ipotesi quest'ultima legata alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale presentata a causa del presunto stato di insolvenza della società.

Un elemento centrale dell'intera inchiesta è rappresentato dal trasferimento del portiere Elia Caprile, avvenuto nell'estate del 2023, che vide il giovane estremo difensore passare dal Bari al Napoli per una cifra intorno ai 2,2 milioni di euro. Secondo la ricostruzione della Procura di Bari, l'operazione sarebbe stata condotta in assenza di qualsivoglia clausola che garantisse al club pugliese una partecipazione a una futura rivendita.

Una scelta che, di fatto, avrebbe trasferito integralmente il potenziale valore del calciatore alla società partenopea, la quale, dopo un periodo di valorizzazione, lo ha poi ceduto al Cagliari per circa 8 milioni di euro, intascando l'intera plusvalenza.

La difesa e la strategia dell'avvocato Fulgeri

A intervenire pubblicamente sulla vicenda è stato il legale di Aurelio De Laurentiis, l'avvocato Fabio Fulgeri, che nel corso di un'intervista a Stile Tv ha duramente contestato la fondatezza delle accuse. Fulgeri ha sostenuto che l'ipotesi di bancarotta fraudolenta non possa reggere in assenza di un presupposto oggettivo imprescindibile, ovvero una sentenza di fallimento, oggi denominata liquidazione giudiziale.

"Senza una sentenza di fallimento, il reato non può essere sostenuto", ha dichiarato il legale, sottolineando come il socio unico del Bari sia la Filmauro, una società che per sua natura è in grado di far fronte a qualunque impegno economico, escludendo di fatto una situazione di insolvenza.

Lo stesso legale ha poi anticipato le prossime mosse della difesa, annunciando la volontà di richiedere un incontro con i pubblici ministeri per verificare gli atti e confrontarsi sulle risultanze delle indagini, auspicando una rapida archiviazione del procedimento. In merito alla richiesta di atti da parte della Procura Figc, Fulgeri si è mostrato fiducioso, affermando che anche l'organo di giustizia sportiva potrà constatare l'infondatezza dell'ipotesi accusatoria.

Lo scenario sportivo: verso la fine della multiproprietà?

Oltre agli sviluppi giudiziari, l'inchiesta della Procura di Bari ha aperto uno scenario di grande impatto per l'intero sistema calcistico italiano, quello relativo al futuro della multiproprietà. Il modello che vede una stessa proprietà, attraverso diverse società, gestire più club è finito nel mirino degli inquirenti, e l'esito di questa indagine potrebbe rappresentare un punto di svolta epocale.

Se la magistratura dovesse accertare che le operazioni di mercato tra Napoli e Bari sono state condotte per favorire una delle due società a scapito dell'altra, creando un danno patrimoniale, si aprirebbero le porte non solo a sanzioni penali, ma anche a pesanti conseguenze sportive per entrambi i club.

L'acquisizione degli atti da parte della Procura federale rappresenta quindi il primo passo di un iter che potrebbe portare a contestazioni disciplinari a carico dei dirigenti e delle società coinvolte, con il rischio di penalizzazioni in classifica o multe salate. La partita, in questo momento, si gioca su un doppio tavolo, quello della giustizia ordinaria e quello della giustizia sportiva, e gli esiti dell'una influenzeranno inevitabilmente l'altra, delineando uno scenario in cui il destino del Bari e del Napoli appare più legato che mai a una complessa partita giudiziaria.

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