Al Bano e Romina Power, la figlia Romina Carrisi: «Delusa da mio padre, non c’era cattiveria nelle parole di mamma»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il braccio di ferro mediatico tra Al Bano e Romina Power, che per decenni hanno rappresentato una delle coppie più iconiche della musica leggera italiana senza mai riuscire a preservare quella stessa armonia nel privato, si arricchisce ora di una voce che, per quanto legata da vincoli di sangue a entrambi, non esita a schierarsi con chiarezza. Romina Carrisi, figlia della coppia, rompendo un silenzio che molti forse davano per scontato, ha scelto il salotto di Verissimo per rispondere alle recenti accuse paterne; lo ha fatto con un tono pacato ma fermo, alternando frasi brevi e incisive a periodi più riflessivi, come accade quando si cerca di mediare un dolore che è insieme personale e pubblico.

«Tutto è partito da una frase di mia madre durante l’intervista a Belve», ha spiegato la donna, facendo riferimento al programma condotto da Francesca Fagnani. Secondo il suo racconto, Romina Power – che oggi ha 74 anni – avrebbe semplicemente rievocato il dolore per la scomparsa di una figlia avvenuta a New Orleans nel 1993, sottolineando quella che lei stessa ha percepito come una mancanza di supporto. Da qui, la reazione dell’82enne Al Bano che, a giudizio della figlia, «ha estrapolato un minuto di quell’intervista» rispondendo «in maniera molto sproporzionata». La critica non si ferma alla dinamica: «Non c’era malizia nelle parole di mia madre», ha ribadito Romina Carrisi, provando a restituire a quella frase un peso diverso da quello attribuitole dall’ex cantante.

Lo scontro televisivo che non accenna a chiudersi

A una settimana esatta dall’intervento del padre a *Domenica In*, dove le critiche verso l’ex moglie erano apparse nette e a tratti dure, l’intervista della figlia rappresenta una sorta di controcanto familiare destinato a tenere banco nei talk show. Non si tratta di una semplice difesa della madre, quanto piuttosto di una presa d’atto: «Mio padre mi ha deluso», ha confessato la Carrisi senza giri di parole, utilizzando quell’inciso che trasforma una querelle sentimentale in un vero e proprio caso di coscienza domestica. L’attrice e pittrice, visibilmente segnata dall’emotività ma mai sopra le righe, ha offerto agli spettatori uno spaccato in cui il rancore – se di rancore si può parlare – non nasce da un torto recente, ma dal modo in cui si è scelto di raccontare pubblicamente l’accaduto.

Le radici di una frattura ormai lontana dalla musica

I riflettori, va detto, si erano riaccesi dopo l’intervista di Romina Power alla trasmissione di Rai 2 *Belve*, ambiente noto per spingere gli ospiti a lasciarsi andare a confessioni intime. Fu proprio lì che la cantante, nel ripercorrere il dramma della figlia scomparsa, aveva evocato una certa solitudine di fronte alla tragedia; parole che, una volta rimontate e rilanciate, hanno innescato la replica furiosa dell’ex marito. Romina Carrisi ha voluto ridimensionare la portata di quelle affermazioni, insistendo sul fatto che non vi fosse «cattiveria» alcuna. Una distinzione sottile ma importante, perché sposta l’asse del conflitto dall’intenzionalità delle parole alla loro ricezione distorta.

La delusione di chi guarda da dentro senza potersi sottrarre

«Sono delusa da mio padre», ha ripetuto la figlia, quasi a voler fissare un sentimento che non ammette fraintendimenti. L’uso del presente – «sono» e non «sono stata» – lascia intendere una condizione aperta, non risolta, che accompagnerà probabilmente i prossimi capitoli di questa vicenda. E mentre Al Bano, dal canto suo, non ha ancora replicato a queste nuove dichiarazioni, il pubblico televisivo assiste a una progressiva trasformazione della narrazione: non più solo l’eterna storia d’amore e separazione tra due big dello spettacolo, ma il racconto di una famiglia che, davanti alle telecamere, sceglie di squarciare il velo senza curarsi delle conseguenze sceniche. Romina Carrisi non ha chiesto la pace né l’ha imposta; si è limitata a testimoniare il proprio punto di vista, e l’ha fatto con la forza di chi considera quella «mancanza di malizia» un fatto, non un’opinione.

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