Nazionale, il caso Pirlo e la panchina che si allontana: i contratti con i russi al centro dello stallo
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Redazione Sport
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Quella che doveva essere una formalità, la naturale successione sulla panchina della Nazionale dopo l'addio di Luciano Spalletti, si è trasformata in un caso politico-giudiziario che rischia di mettere in discussione non solo il futuro di Andrea Pirlo ma anche l'assetto dell'intera struttura tecnica della Figc.
Il campione del mondo del 2006, uno dei registi più celebri che il calcio italiano abbia mai espresso, era dato ormai come candidato in pectore per il ruolo di commissario tecnico, forte di un'esperienza internazionale che lo aveva portato a guidare prima la Juventus, poi il Fatih Karagümrük in Turchia e infine il United FC negli Emirati Arabi. Eppure, proprio quel legame con il club di Dubai, e in particolare con il suo main sponsor, si è rivelato un ostacolo insormontabile.
L'ombra della Russia e i contratti di Pirlo
Il nodo centrale della vicenda, come ricostruito dagli uffici legali della Federcalcio e riportato da diverse testate, risiede nei rapporti personali che l'ex juventino intrattiene con il colosso russo delle scommesse Fonbet. Secondo quanto emerso dalle verifiche condotte dagli avvocati della Figc, e in particolare dal legale che si occupa delle relazioni istituzionali e dell'ufficio legislativo, Pirlo avrebbe sottoscritto almeno due distinti accordi con l'azienda russa.
Il primo è legato al suo ruolo di allenatore del Fc United, club degli Emirati Arabi che è sponsorizzato dalla società di scommesse, ma il secondo, quello che ha fatto scattare tutti i campanelli d'allarme, sarebbe invece un contratto a titolo personale, completamente slegato dalle sue mansioni di tecnico e valido anche oltre la scadenza del suo attuale incarico in Medio Oriente.
È proprio questa seconda intesa ad aver sollevato le maggiori perplessità all'interno del palazzo della Federcalcio, dove il presidente Gabriele Gravina e il suo entourage hanno dovuto fare i conti con una situazione di notevole complessità. Le pressioni politiche, come riportato da fonti vicine al mondo federale, si sono fatte sentire in modo deciso, tanto che il numero uno della Figc, Giovanni Malagò, avrebbe deciso di non concedere il via libera alla procedura di nomina, bloccando tutti gli incontri che il seguito del tecnico aveva in programma a Roma.
La decisione, sospesa in un limbo che potrebbe durare ancora per qualche giorno, ha di fatto interrotto l'iter che avrebbe dovuto portare alla firma del contratto, gettando nello sconcerto non solo Pirlo ma anche gli altri due membri dello staff tecnico che avrebbero dovuto affiancarlo.
Gli equilibri in bilico tra Roma e Milano
Il rinvio della nomina, che secondo le indiscrezioni raccolte da Sky Sport avrebbe portato alla cancellazione di tutti gli appuntamenti previsti nella Capitale, mette a rischio anche la posizione di altri due illustri ex calciatori che avrebbero dovuto far parte del nuovo corso azzurro. Paolo Maldini e Leonardo, infatti, erano indicati come i probabili dirigenti che avrebbero completato lo staff al fianco di Pirlo, in un progetto che mirava a riportare in Nazionale un'identità tecnica forte e un'esperienza internazionale di altissimo livello.
Se la trattativa per la panchina dovesse definitivamente saltare, è plausibile che venga meno anche l'ipotesi del loro coinvolgimento, con un conseguente slittamento di tutte le strategie future del settore tecnico azzurro.
La situazione è resa ulteriormente delicata dal contesto geopolitico attuale, che rende qualsiasi legame con soggetti russi potenzialmente esplosivo agli occhi dell'opinione pubblica e delle istituzioni. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Gianni Rivera, storica bandiera del Milan e della Nazionale, che in un'intervista rilasciata a Repubblica ha espresso un giudizio durissimo sulla candidatura di Pirlo, definendolo "non la persona giusta" per ricoprire quel ruolo.
L'ex pallone d'oro ha sottolineato come, in un momento storico come quello attuale, un simile legame esporrebbe l'intero movimento del calcio italiano a un rischio reputazionale enorme, auspicando che sulla vicenda venga applicata la massima severità.
Il consiglio federale e le prossime mosse
Nel frattempo, gli avvocati di Pirlo e quelli della Figc stanno studiando nei minimi dettagli le clausole dei contratti stipulati con Fonbet, per cercare di comprendere se esista una reale incompatibilità tra gli accordi in essere e l'incarico di commissario tecnico della Nazionale. Il consiglio federale, convocato per domani, rappresenterà il momento cruciale per sciogliere le riserve e per capire se la trattativa potrà essere riavviata su nuove basi oppure se si dovrà archiviare definitivamente l'ipotesi Pirlo.
Malagò, come raccontato dalla Gazzetta dello Sport, avrebbe già incontrato le parti coinvolte per cercare di mediare una soluzione, ma al momento la sensazione è che lo stallo sia destinato a protrarsi.
La domenica, insomma, è stata dedicata allo studio dei contratti per capire se il legame di Pirlo con il colosso russo delle scommesse sia una semplice questione di sponsorizzazione o un conflitto d'interessi tale da precludergli la strada verso la panchina più importante d'Italia. Quel che è certo è che la vicenda ha assunto i contorni di un caso che va ben oltre il semplice aspetto tecnico, coinvolgendo la politica, la diplomazia e la credibilità stessa del calcio italiano, chiamato a fare i conti con una scelta che potrebbe segnare un prima e un dopo nella gestione del settore azzurro.
Il futuro di Pirlo, come quello di Maldini e Leonardo, è appeso a un filo che solo le prossime ore potranno tagliare o ricucire.
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