Fattura elettronica, arriva il codice CUN: le nuove regole dell’Agenzia delle Entrate per il settore alimentare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto un nuovo tassello, di natura squisitamente tecnica ma destinato a riverberarsi lungo l’intera filiera agroalimentare, con il provvedimento prot. n. 93628/2026, datato 18 marzo. L’atto, che dà esecuzione a una modifica normativa introdotta dal comma 7-bis dell’articolo 3 del decreto-legge n. 63/2024 – convertito, poi, con modificazioni dalla legge di conversione – interviene sul set di dati obbligatori da inserire nella fattura elettronica. Nello specifico, viene imposto l’utilizzo di un codice identificativo univoco per quei prodotti, agricoli e alimentari, che ricadono nell’orbita delle Commissioni Uniche Nazionali: organismi, questi, preposti alla determinazione trasparente e regolamentata dei prezzi indicativi, offrendo così agli operatori commerciali un punto di riferimento certo per le contrattazioni.

Il provvedimento del 18 marzo e la genesi normativa

La misura, concretizzatasi con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, affonda le sue radici in un intervento legislativo precedente, finalizzato a irrigidire i controlli e a standardizzare le procedure in un comparto storicamente sensibile come quello della compravendita di generi alimentari. Si tratta di un aggiornamento sostanziale delle specifiche tecniche relative al Sistema di Interscambio: d’ora in poi, per le cessioni di prodotti oggetto di monitoraggio da parte delle Commissioni Uniche Nazionali, l’emissione del documento fiscale dovrà obbligatoriamente riportare il cosiddetto codice CUN. L’obiettivo, evidentemente, è quello di rendere tracciabile, sin dalla fase di fatturazione, l’aderenza ai prezzi di riferimento pubblicati da questi enti, riducendo gli spazi per pratiche elusive o per la difformità contrattuale rispetto ai valori di mercato rilevati ufficialmente.

Cosa sono le Commissioni Uniche Nazionali (CUN)

Per comprendere la portata dell’aggiornamento, è necessario chiarire il ruolo delle Commissioni Uniche Nazionali, entità che operano come presidio di trasparenza nel processo di formazione dei prezzi. Non si tratta, va detto, di semplici osservatori economici: questi organismi sono lo strumento nazionale attraverso cui vengono formulati, con cadenza regolare e secondo metodologie condivise, i prezzi indicativi e le relative tendenze di mercato. Per gli operatori del settore, che spaziano dai produttori agricoli singoli fino alle grandi cooperative e ai distributori, le quotazioni stabilite dalle CUN rappresentano il parametro oggettivo su cui basare i contratti di compravendita e di cessione. L’obbligo di indicare il codice identificativo in fattura, quindi, lega indissolubilmente l’adempimento fiscale alla sostanza economica della transazione, permettendo all’amministrazione finanziaria di incrociare i dati dichiarati con le quotazioni ufficiali pubblicate.

L’impatto operativo per le imprese agricole e agroalimentari

L’introduzione di questo codice, come specificato nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, modifica concretamente le modalità di compilazione della fattura elettronica per le imprese che operano nel comparto agricolo e in quello agroalimentare. Fino a ieri, la trasmissione al Sistema di Interscambio dei dati relativi a questi prodotti avveniva secondo un set informativo meno granulare. Ora, invece, l’operatore è chiamato a identificare puntualmente, attraverso l’inserimento del codice CUN, quali prodotti tra quelli elencati nella lista gestita dalle Commissioni rientrano nella transazione. Si tratta di un adempimento che impone una riorganizzazione dei flussi contabili e gestionali interni, soprattutto per quelle aziende che trattano più categorie merceologiche, alcune delle quali soggette a monitoraggio e altre no. La novità, inserita in un più ampio disegno di semplificazione degli adempimenti – come dimostrano le parallele riduzioni di oneri per le imprese di minori dimensioni introdotte nel corso del 2026 – rappresenta in realtà un inasprimento degli obblighi informativi specifici, selettivo e mirato.

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