Garlasco, archiviata l’accusa di corruzione per Venditti: la difesa di Sempio parla di “punto a favore”
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha accolto la richiesta della Procura e disposto l’archiviazione della posizione di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un filone collegato al delitto di Garlasco. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti riguardava presunti pagamenti ricevuti per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nell’inchiesta del 2017 sull’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo quanto riferito da fonti di palazzo di giustizia, gli accertamenti bancari sui rapporti riconducibili all’ex magistrato non hanno individuato accrediti o disponibilità anomale ricollegabili ai prelievi della famiglia Sempio, né sono emersi contatti tra Venditti e gli indagati al di fuori delle sedi istituzionali del procedimento.
La decisione del gip accoglie la richiesta formulata dalla stessa Procura di Brescia, che aveva chiesto l’archiviazione per l’ex procuratore aggiunto. Le fonti giudiziarie precisano tuttavia che l’ipotesi di reato non viene meno nel suo complesso e potrebbe riguardare altre persone: per questa ragione gli atti saranno trasferiti alla Procura di Pavia, competente per territorio una volta venuto meno il coinvolgimento di un magistrato del distretto milanese.
Resta indagato per corruzione Giuseppe Sempio, padre di Andrea, mentre non è ancora chiaro se tra i nuovi iscritti nel registro degli indagati compariranno nomi già presenti nel fascicolo trasmesso da Brescia o se saranno individuati direttamente dalla Procura pavese.
«L’archiviazione di ogni accusa mossa nei confronti del dottor Venditti non può che essere accolta con soddisfazione da noi componenti del team difensivo di Andrea Sempio». È il commento dell’avvocato Liborio Cataliotti, che insieme con Angela Taccia assiste il 38enne indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Per il legale, il provvedimento rappresenta un elemento favorevole alla difesa.
Cataliotti ha sottolineato che Venditti seguì personalmente ogni atto investigativo dell’indagine del 2016-2017, comprese le audizioni delle persone informate sui fatti e del perito del processo Stasi, e che la richiesta di archiviazione fu poi sottoposta alla valutazione di un altro magistrato, il gip Fabio Lambertucci.
«Come si può ritenere che non fosse fondata? Oggi abbiamo la riprova che non si può», ha aggiunto il difensore, concludendo con un riferimento personale all’ex procuratore: «Auguri al dottor Venditti, persona integerrima, che ha rischiato di veder compromessa la propria reputazione da accuse ingiuste».
L’archiviazione riguarda la posizione personale di Venditti e non incide automaticamente sulla nuova inchiesta della Procura di Pavia, procedimento distinto nel quale Andrea Sempio è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e per il quale vale la presunzione di innocenza.
Il termine per le integrazioni investigative disposte dopo la prima chiusura delle indagini, notificata lo scorso 7 maggio, è fissato al 28 settembre: i pm dovranno decidere se chiedere una proroga al gip oppure notificare alla difesa un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari. Sul fronte delle perizie, la difesa di Sempio ha depositato una serie di consulenze tecniche, dalla compatibilità dell’impronta sul muro alla forma del piede taglia 42, fino alle tracce di dna isolate sulle unghie della vittima.
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