Garlasco, scontro su Venditti dopo l’archiviazione: la difesa attacca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La difesa di Mario Venditti ha reagito duramente dopo l’archiviazione dell’inchiesta per corruzione collegata al caso Garlasco, contestando le modalità con cui l’ex procuratore aggiunto di Pavia è stato coinvolto nell’indagine. L’avvocato Domenico Aiello ha parlato di una reputazione costruita in quarant’anni di servizio allo Stato e “distrutta a reti unificate”, aprendo un nuovo scontro con l’Associazione nazionale magistrati di Brescia.

La posizione di Venditti e le accuse archiviate

Il procedimento riguardava l’ipotesi che Venditti avesse ricevuto denaro dalla famiglia Sempio per favorire nel 2017 l’archiviazione della posizione di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Il gip di Brescia ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto l’archiviazione dell’ex magistrato, ritenendo che non fossero emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa di corruzione nei suoi confronti.

Nel provvedimento è stato evidenziato che gli accertamenti non hanno individuato tracce di un accordo corruttivo riconducibile a Venditti. L’indagine aveva analizzato anche movimenti economici, contatti e materiale acquisito durante gli accertamenti, senza arrivare a una prova del coinvolgimento dell’ex procuratore aggiunto. La questione della possibile destinazione di alcune somme resta invece oggetto di approfondimento su altri profili dell’inchiesta.

Lo scontro tra la difesa e l’Anm di Brescia

Dopo la decisione del gip, l’avvocato Aiello ha criticato il modo in cui è stata condotta l’indagine, sostenendo che il suo assistito abbia subito un grave danno personale e professionale prima dell’esito conclusivo del procedimento. Il legale ha definito “inenarrabile” quanto vissuto dall’ex magistrato e ha contestato la diffusione pubblica degli accertamenti prima della definizione della sua posizione.

Alle dichiarazioni della difesa ha risposto il presidente dell’Anm di Brescia Andrea Gaboardi, che ha difeso il lavoro delle magistrate coinvolte nell’inchiesta. L’associazione ha giudicato le critiche rivolte all’operato giudiziario come attacchi oltre il limite della legittima contestazione, ribadendo la correttezza dell’attività investigativa svolta.

Il nuovo fronte dell’inchiesta sulla presunta corruzione

L’archiviazione della posizione di Venditti non ha chiuso il filone sulla presunta corruzione legata alla prima indagine su Andrea Sempio. Gli atti sono stati trasferiti alla Procura di Pavia, mentre Giuseppe Sempio, padre di Andrea, resta coinvolto come indagato nell’ambito degli approfondimenti residui.

Nel confronto pubblico sull’inchiesta è tornato anche il tema della posizione di Andrea Sempio rispetto al delitto di Chiara Poggi. Venditti, intervenendo in televisione, ha dichiarato di non voler rispondere alla domanda sull’innocenza di Sempio e ha richiamato la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio.

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