L’oltraggio del «Constellation»: la Svizzera chiede 100mila franchi all’Italia, l’ambasciatore Cornado tratta da par suo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   È un oltraggio al nostro Paese, non pagheremo le fatture per i feriti italiani, la Svizzera ha una responsabilità morale pesantissima. Con queste parole, pronunciate a margine di un incontro fiume con le autorità del Canton Vallese, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha rispedito al mittente la richiesta di rimborso per le cure prestate ai ragazzi sopravvissuti all’incendio del locale Constellation di Crans-Montana, quella strage di Capodanno costata la vita a 41 persone (tra cui sei connazionali) e il cui conto, incredibilmente, sembra non volersi chiudere mai. Il diplomatico, uscito dall’incontro con il presidente Mathias Reynard tenutosi a Martigny, ha definito la pretesa elvetica non solo inaccettabile sul piano umano, ma anche fuori luogo su quello giuridico, ricordando che la tragedia – a suo avviso – è frutto dell’inosservanza delle più elementari regole di sicurezza: uscite di sicurezza sbarrate, materiali infiammabili e la mancanza cronica di controlli.

«Non un euro dalle famiglie»: la ferma replica al presidente Reynard

L’incontro – che avrebbe dovuto servire a ricucire uno strappo provocato dall’invio di fatture “per errore” alle famiglie delle vittime – si è invece trasformato in un faccia a faccia durissimo. Da parte svizzera, Reynard ha dovuto ammettere ciò che aveva negato giorni prima: non ci sono margini normativi per farsi carico delle spese sanitarie (se non quelle cosiddette “residuali”) e quindi la mutua svizzera Lamal inoltrerà la parcella al ministero della Salute italiano. Una parcella che, per ora, ammonta a circa 100mila franchi svizzeri, l’equivalente di 108mila euro, riferita al solo ricovero di quattro ragazzi all’ospedale di Sion. Di fronte a questa presa di posizione, Cornado non ha usato mezzi termini: «Non ci sono soldi che pagheremo. Voglio rassicurare le famiglie – ha dichiarato ai microfoni – nulla è dovuto. Anzi, loro sono in credito, vista la responsabilità morale di una strage criminosa di giovani».

La spada di Damocle delle parcelle e il principio di reciprocità dimenticato

Se già l’importo attuale appare sproporzionato – si parla di decine di migliaia di franchi per un solo giorno di degenza in terapia intensiva – la preoccupazione più grande riguarda il futuro. L’ambasciatore ha espresso il timore che questa sia solo la prima tranche di una lunga serie di richieste, considerando che altri nove pazienti italiani sono stati trasferiti in strutture specializzate a Zurigo, Losanna e Berna, dove i costi delle cure per ustioni gravi sono vertiginosi. E qui, l’argomentazione di Palazzo Chigi si fa più solida. Cornado ha posto l’accento su un principio di reciprocità che la Svizzera sembra aver dimenticato: l’ospedale Niguarda di Milano ha accolto e curato per settimane due cittadini svizzeri, trasportati in elicottero dalla Valle d’Aosta perché le cliniche del Vallese non erano attrezzate per ustioni così gravi. «Abbiamo salvato loro la vita – ha tuonato il diplomatico – e non chiederemo certo un rimborso. Per carità. Pretendiamo lo stesso trattamento».

Feriti traditi e la rabbia sorda dei parenti: «Una decisione ripugnante»

Mentre la diplomazia italiana prepara le contromosse (resa nota la posizione anche dalla premier Meloni, che ha parlato di “richiesta ignobile” destinata a essere respinta al mittente), sui familiari delle vittime pesa ancora la sindrome dell’abbandono. «È il colmo che la Svizzera venga a battere cassa all’Italia – hanno dichiarato alcuni genitori dei ragazzi di Crans-Montana, stanchi e increduli dopo mesi passati a contare i giorni in ospedale – una vergogna senza precedenti, dopo tutto il dolore patito questo non lo meritavamo». Per loro, l’arrivo delle fatture (alcune delle quali ricevute direttamente a casa con cifre da capogiro) ha rappresentato non un errore burocratico, ma una vera e propria umiliazione. Non resta che attendere i prossimi sviluppi giudiziari: sarà la magistratura a stabilire le colpe penali dei gestori del locale e delle autorità locali, ma intanto la ferita diplomatica, tra accuse di negligenza sistemica e rifiuti di pagare, si allarga.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.