Europei di volley femminile, l’Italia di Velasco ai quarti: sarà ancora Svezia, sfida da dentro o fuori
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Redazione Sport
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La strada verso la semifinale del CEV Trendyol EuroVolley 2026, per l’Italia di Julio Velasco, passa ancora una volta dalla Svezia. Dopo il netto 3-0 rifilato alle scandinave nella fase a gironi, le azzurre ritrovano sulla loro traiettoria la stessa formazione, ma questa volta l’aria che si respira nel palazzetto di Brno è completamente diversa, perché in palio non ci sono punti per la classifica o calcoli di posizionamento, bensì un posto tra le prime quattro del continente, un traguardo che rende ogni pronostico relativo e che costringe a rivedere le gerarchie della vigilia.
Il cammino delle azzurre e il biscotto di Göteborg
L’Italia ha chiuso la fase a gironi da imbattuta e con il primo posto in cassaforte, confermando quelle qualità che l’hanno resa una delle candidate principali al titolo. Nel girone, oltre alla Svezia appunto, le ragazze di Velasco hanno superato avversarie ostiche senza mai perdere un set, un ruolino di marcia che ha alimentato l’entusiasmo e la fiducia nel gruppo.
Ma è proprio quella partita giocata a Göteborg, vinta con un perentorio 3-0, a rappresentare ora un’arma a doppio taglio: da un lato certifica il divario tecnico tra le due squadre, dall’altro offre alla Svezia la possibilità di studiare a fondo i meccanismi italiani, di individuare punti deboli e di preparare la rivincita con la consapevolezza di non avere nulla da perdere, un fattore psicologico che nelle partite secche può rivelarsi determinante.
L’altra metà del tabellone e il derby coneglianese
E se l’attenzione è tutta concentrata sul match tra Italia e Svezia, il torneo riserva un’altra sfida che fa particolarmente gola agli appassionati italiani, soprattutto a quelli di Conegliano. Da una parte c’è infatti l’Italia di Anna Danesi, Paola Egonu ed Eleonora Fersino, che rappresentano l’ossatura della nazionale, dall’altra la Svezia di Isabelle Haak, una delle migliori opposte al mondo e da anni colonna portante del club veneto.
Un vero e proprio derby coneglianese in chiave europea, una sfida tra compagne di squadra che si conoscono nei dettagli, abituate ad allenarsi insieme e a spartirsi i riflettori nel campionato italiano, ma che per novanta minuti (o forse più, se si arriva al tie-break) si troveranno divise da una rete e da un obiettivo comune: portare la propria nazionale in semifinale. Questo rende il match ancora più affascinante e imprevedibile, perché la conoscenza reciproca può trasformarsi in un vantaggio per chi saprà leggere meglio le intenzioni dell’altra.
Il successo sulle bulgare e il pieno di ascolti televisivi
La qualificazione ai quarti è arrivata grazie a un'altra prova di forza, quella contro la Bulgaria, liquidata con un secco 3-0 dai parziali di 25-18, 25-13 e 25-13. Una vittoria che non ha lasciato spazio a dubbi e che ha confermato lo strapotere fisico e tecnico della squadra di Velasco, capace di imporre il proprio gioco sin dai primi scambi.
Il successo delle azzurre, del resto, non ha entusiasmato solo il pubblico presente sugli spalti, ma ha fatto registrare il tutto esaurito anche in termini di ascolti televisivi: su Rai 2, la sfida con la Bulgaria ha tenuto incollati allo schermo una media di 900 mila telespettatori, con uno share dell'11,1% e un picco di quasi due milioni di spettatori che hanno seguito almeno una parte della diretta.
Numeri che confermano il crescente interesse del pubblico italiano verso questa nazionale, capace di attrarre attenzione anche in giorni infrasettimanali solitamente dedicati ad altri sport o programmi.
Un altro copione per la Svezia, meno pressione e più consapevolezza
La Svezia, dal canto suo, arriva a Brno dopo aver superato agevolmente gli ottavi di finale contro la Repubblica Ceca, battuta con un netto 3-0 (25-19, 25-23, 25-21) che ha dimostrato solidità e capacità di tenere il campo anche nei momenti cruciali. Le scandinave, guidate dalla solita Haak, hanno messo in mostra un volley ordinato e pragmatico, senza però strafare, quasi a voler dosare le energie in vista del confronto più atteso.
La differenza, rispetto alla partita del girone, è che ora la Svezia ha avuto modo di studiare l’Italia dal vivo, di capire come reagisce nei momenti di difficoltà e quali sono le sue armi migliori. Inoltre, il fatto di giocare contro la favorita numero uno del torneo le toglie ogni tipo di pressione, consentendo alle ragazze di coach Guidetti (sebbene il nome del tecnico non sia stato comunicato nella notizia originale) di esprimersi con maggiore libertà, sfruttando magari la frustrazione o l’eccessiva sicurezza che potrebbe subentrare dall’altra parte della rete.
I valori in campo e l’incognita del dentro o fuori
Parlando di valori assoluti, l’Italia resta nettamente favorita: la qualità complessiva della rosa, la profondità della panchina e il numero di soluzioni tattiche a disposizione di Velasco sono elementi che, sulla carta, fanno pendere l’ago della bilancia verso le azzurre. Tuttavia, come insegna la storia di questo sport, le partite secche, quelle che decidono l’accesso alle semifinali, hanno una loro logica interna che prescinde spesso dai pronostici.
Un break favorevole, un momento di black-out, un cambio di marcia improvviso dell’opposta avversaria possono ribaltare qualsiasi equilibrio costruito durante la fase a gironi. L’Italia dovrà quindi scendere in campo con la stessa intensità e concentrazione mostrata finora, senza dare per scontato il risultato, e gestendo al meglio la tensione di una gara che non ammette passi falsi.
La sfida tra Italia e Svezia, in programma nei quarti di finale del CEV Trendyol EuroVolley 2026, si preannuncia dunque come una delle partite più affascinanti del tabellone, un incrocio tra due mondi che si sono già incrociati pochi giorni fa ma che ora giocano con poste in palio completamente diverse. Sarà una prova di maturità per le azzurre, chiamate a confermare il proprio ruolo di favorita, e un’occasione di riscatto per le scandinave, che sognano l’impresa per entrare nella storia del volley svedese.
Una di queste due squadre saluterà il torneo; l’altra, invece, si giocherà l’accesso alla finale. E tutto passerà da una partita, da un punto, da un’azione, come sempre accade quando lo sport si spoglia dei calcoli e lascia spazio alla pura competizione.
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