Ncc in piazza a Firenze contro i decreti Salvini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Decine di auto e van guidati da Ncc si sono radunati questa mattina in piazza Duomo a Firenze per protestare contro i decreti del ministro Salvini e una recente sentenza della Cassazione. La mobilitazione, parte di un’iniziativa nazionale, è stata promossa da Azione Ncc, Comitato Air, Associazione 8.0 e Sistema Trasporti. Leonardo Frullini, presidente dell'Associazione 8.0, ha spiegato che il dissenso è rivolto soprattutto contro un nuovo decreto interministeriale che introduce l’obbligo di un foglio di servizio elettronico.

Gli autisti Ncc, provenienti da diverse città italiane, si sono uniti per manifestare contro il governo Meloni e il ministro Salvini. Andrea Romano, presidente di MuoverSì, la federazione che riunisce le principali associazioni Ncc, ha dichiarato che il noleggio con conducente scende in piazza in dodici città italiane per fermare i decreti Salvini, che colpiscono utenti e operatori puntando al fallimento di migliaia di aziende. Da Roma a Milano, passando per Napoli, Firenze, Venezia e molte altre città, la protesta del noleggio con conducente chiede al Governo di fermare provvedimenti che hanno saltato il Parlamento e che infliggono punizioni medievali ad aziende e operatori che rispettano tutte le norme e pagano le tasse regolarmente.

Nel mirino dei manifestanti c'è il Dm 226/2004 dell’ottobre scorso, che penalizza gli operatori di Ncc, apportando nuovi obblighi. Il decreto entrerà in vigore a gennaio, con diverse novità avverse agli Ncc, come lo stop forzato di 20 minuti tra un servizio e l’altro e l’obbligo di comunicare al Mit dati su clienti e tragitto. Gli autisti Ncc della Sicilia, giunti anche dalla Sicilia orientale e da tutte le altre province dell’Isola, si sono uniti alla protesta contro il decreto 226 del 26 ottobre del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che introduce alcune novità tra cui lo stop forzato di 20 minuti tra un servizio e l'altro e l'obbligo di comunicare dati sui clienti e il tragitto.

La protesta, che ha visto una partecipazione massiccia, ha messo in luce il malcontento degli operatori del settore, che si sentono penalizzati da provvedimenti ritenuti ingiusti e controproducenti.

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