Garlasco, Alberto Stasi: "È il momento di avere giustizia, per Chiara e per me"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l'omicidio di Chiara Poggi, ha rilasciato una breve dichiarazione mentre si recava al lavoro. Intercettato dall'inviato di "Mattino Cinque", il 43enne si è fermato a parlare con i giornalisti, rompendo un silenzio che durava da tempo. "Spero che sia finalmente arrivato il momento di avere giustizia per Chiara, per me", ha detto Stasi, aggiungendo di non voler fare dichiarazioni "per rispetto dell'autorità giudiziaria, delle persone che fanno le indagini".

La nuova fase fuori dal carcere

Da giugno, Stasi ha iniziato una fase diversa del proprio percorso, dopo la concessione dell'affidamento in prova ai servizi sociali da parte del Tribunale di Sorveglianza di Milano. La misura alternativa alla detenzione, disciplinata dall'articolo 47 dell'Ordinamento Penitenziario, consente al condannato di espiare la pena fuori dal carcere, con l'obiettivo di favorire il reinserimento sociale.

Stasi, che si è sempre professato innocente, era in regime di semilibertà prima di ottenere questo beneficio, concesso su istanza della difesa e con parere favorevole della Procura generale.

Il possibile processo di revisione

Le dichiarazioni di Stasi arrivano nei giorni in cui si parla ancora una volta di un eventuale processo di revisione della condanna. La richiesta, secondo quanto riferito dalla difesa, non dovrebbe arrivare prima dell'autunno. La sua avvocata, Giada Bocellari, ha spiegato in studio che "il focus della revisione è Alberto Stasi, non Andrea Sempio", precisando che quest'ultimo non viene menzionato nella richiesta perché ha diritto a essere eventualmente processato nelle sedi opportune.

"Quello che le indagini di Pavia possono dire rispetto alla revisione riguardano potenziali elementi a discarico di Alberto Stasi, a prescindere che siano o meno a carico del nuovo indagato", ha aggiunto la legale.

Il nuovo filone d'indagine

Il caso Garlasco è tornato al centro dell'attenzione mediatica dopo che, nel marzo 2025, la Procura di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, per omicidio in concorso. Sempio era già stato indagato tra il 2016 e il 2017, quando una perizia della difesa di Stasi aveva indicato la presenza del suo Dna sotto le unghie della vittima, ma la posizione era stata archiviata per insufficienza di prove.

Le nuove analisi forensi avrebbero confermato la presenza del profilo genetico di Sempio, e a questo si aggiunge una traccia palmare, nota come "impronta 33", potenzialmente riconducibile all'indagato.

Le tappe di una vicenda lunga diciannove anni

Chiara Poggi, 26 anni, fu uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. A dare l'allarme fu il fidanzato Alberto Stasi, all'epoca studente della Bocconi. Dopo due assoluzioni nei primi gradi di giudizio, la Cassazione annullò la sentenza d'appello nel 2013 disponendo un nuovo giudizio, che si concluse il 17 dicembre 2014 con la condanna di Stasi a 16 anni.

La condanna si basò su una serie di elementi indiziari, tra cui la ricostruzione dell'alibi, le modalità del ritrovamento del corpo e le tracce genetiche sulla bicicletta della famiglia Stasi.

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