Ostensione delle spoglie di san Francesco, già 40mila prenotazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ostensione delle spoglie di san Francesco, un evento di portata storica la cui durata sarà limitata al solo mese compreso tra il 22 febbraio e il 22 marzo del 2026, ha già registrato un’adesione massiccia, con quasi quarantamila pellegrini che si sono prenotati per visitare la basilica inferiore di Assisi a pochi giorni dal suo annuncio ufficiale. Per gestire un afflusso di tali dimensioni, che si preannuncia poderoso, le autorità ecclesiastiche hanno predisposto un sistema di prenotazione online, fortemente consigliato a chiunque intenda partecipare, delineando due modalità distinte di visita: un percorso di gruppo, accompagnato dai frati, durante i giorni feriali, e un’esperienza individuale che sarà invece riservata ai fine settimana.

Il significato di Francesco oltre l'icona

La figura di Francesco d’Assisi, la cui attualità è sottolineata dal grande interesse per l’ostensione, invita a scavare in profondità, andando oltre l’immagine consolidata per coglierne il messaggio più autentico, che risuona nelle città toccate dalla sua predicazione. La sua eredità, come testimoniato anche a Firenze – dove, in un primo momento, i suoi frati furono maltrattati –, propone un’alternativa concreta a un modo di vivere percepito come sempre più individualista e superficiale. La recente istituzione della sua festa come giorno festivo nazionale, che ricorderà la sua morte avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226, potrebbe dunque configurarsi non come una mera ricorrenza, bensì come un’occasione collettiva per riflettere su concetti come quella “amicizia sociale” citata da Papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti’, firmata proprio ad Assisi il 3 ottobre del 2020.

Le implicazioni della nuova festività

L’entrata in vigore della festività nazionale di san Francesco d’Assisi, a partire dal 4 ottobre del 2026, è stata sancita dalla promulgazione della legge da parte del presidente Sergio Mattarella, il quale peraltro ha segnalato alcune criticità nella concomitanza con la festa civile di Santa Caterina. Questo provvedimento, che ripristina una celebrazione già in vigore dal 1958 al 1977, crea una situazione particolare per la città di Bologna, che in quella data si troverà a osservare una doppia festa, avendo già come patrono san Petronio. Una sovrapposizione che, al di là del significato religioso e civile, porrà i lavoratori e le aziende di fronte a dinamiche nuove, legate alla gestione di un giorno festivo aggiuntivo.

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