L’Atalanta e l’arma della serenità per sfidare il Bayern, un ottavo da giganti
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Redazione Sport
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L’urna di Nyon, con il suo inesorabile meccanismo di palline e sorteggio, ha decretato per l’Atalanta – unica superstite italiana in questa edizione della massima competizione continentale – un cammino che di semplice non ha davvero nulla, anzi, possiede i connotati tipici di un’impresa titanica. I nerazzurri di Raffaele Palladino, dopo aver eliminato con una prestazione maiuscola il Borussia Dortmund, si troveranno di fronte i colossi del Bayern Monaco: un avversario che, per storia, tradizione e qualità della rosa, rappresenta forse lo scoglio più duro che si potesse incontrare in questa fase del torneo -1-4. L’alternativa, va detto, era l’Arsenal, squadra che veleggia ai vertici della Premier League, ma la macchina da calcio bavarese, forte di un inizio di stagione che in Germania ha pochi eguali per continuità e potenza realizzativa, incute un timore reverenziale che pochi altri club sanno trasmettere -6-7.
Sarà una doppia sfida inedita, un primo capitolo assoluto nella storia dei confronti tra queste due squadre, e il fatto stesso di dover scrivere pagine nuove aggiunge ulteriore fascino a una contesa che si preannuncia spettacolare -4-7. L’andata, in programma il 10 o l’11 marzo, si giocherà tra le mura amiche di Bergamo, dove il fattore ambientale e il calore del pubblico potranno rappresentare quella spinta emotiva in più per livellare, almeno in parte, il divario tecnico -2-7. Il ritorno, sette giorni più tardi, è fissato invece nella suggestiva e spesso ostica Allianz Arena, un teatro nel quale pochi riescono a imporre il proprio gioco -2-4. I numeri della formazione guidata da Vincent Kompany parlano chiaro: trentasei partite disputate tra campionato e coppe, trentuno vittorie e appena due sconfitte, con centoventuno reti all’attivo; una valanga di gol che fotografa la potenza di fuoco a disposizione di un organico dove anche le seconde linee sono di assoluto livello mondiale -7.
Un tabellone lastricato di nobiltà europea
L’inserimento della Dea nella parte sinistra del tabellone, quella più ricca di blasone e di potenziali insidie, rende la salita ancora più ripida -4. A rendere l’idea della complessità del percorso basta scorrere i nomi delle altre squadre che animeranno questo spicchio di Champions League. Chi dovesse avere la meglio tra Atalanta e Bayern Monaco, infatti, si troverebbe proiettato in un quarto di finale da brividi, dovendo incrociare i tacchetti con la vincente dell’altro colossal di questi ottavi, quel Real Madrid-Manchester City che ormai rappresenta un classico del calcio moderno per intensità e valore assoluto -4-8. E non è finita, perché sempre nella stessa metà del tabellone spiccano anche Paris Saint-Germain contro Chelsea e l’affascinante incrocio tra Galatasaray e Liverpool, a comporre un quadro di difficoltà oggettivamente proibitivo ma, al tempo stesso, stimolante per una squadra che non ha mai fatto dell’appagamento la propria cifra stilistica -4-5.
L’approccio mentale come viatico per l’impresa
Se i pronostici, è innegabile, pendono clamorosamente verso i colori biancorossi del Bayern, chi conosce la realtà orobica sa che l’aspetto mentale potrebbe giocare un ruolo fondamentale. La dirigenza, attraverso le parole del direttore generale Umberto Marino rilasciate subito dopo il sorteggio a Nyon, ha ribadito un concetto semplice ma profondamente radicato nella filosofia del club: l’Atalanta affronterà la doppia sfida con il coraggio e la voglia di esserci, senza timori reverenziali, cercando di rendere la vita dura agli avversari con la spinta del proprio pubblico e la consapevolezza dei propri mezzi -5-10. C’è la piena coscienza che servirà la partita perfetta, quella che Marino ha definito “la gara della vita”, ma anche la serenità di chi sa di giocarsi le proprie carte su tre obiettivi, potendo attingere a un entusiasmo e a una cultura del lavoro che in questi anni hanno rappresentato un autentico marchio di fabbrica -10. È proprio questa capacità di andare in campo senza farsi schiacciare dal peso specifico del nome dell’avversario, questa forma mentis che prescinde dal valore altrui, che potrebbe permettere ai nerazzurri di giocarsela alla pari per novanta minuti, sperando poi che il campo, come spesso accade, possa riservare sorprese -3.
Il quadro completo degli ottavi
Oltre alla super sfida che attende l’Atalanta, il sorteggio di Nyon ha completato il quadro degli ottavi di finale, disegnando un tabellone che promette spettacolo. Nel dettaglio, gli accoppiamenti vedranno il Paris Saint-Germain opposto al Chelsea, il Galatasaray contro il Liverpool, e il già citato Real Madrid a confronto con il Manchester City -1-8. Completano il quadro Newcastle-Barcellona, Atletico Madrid-Tottenham, la sorprendente realtà norvegese del Bodo/Glimt contro lo Sporting Lisbona, e infine Bayer Leverkusen-Arsenal, un altro incrocio di assoluto prestigio -5-6. Per l’Atalanta, l’appuntamento con la storia è fissato per metà marzo, quando a Bergamo e Monaco si deciderà se questo straordinario viaggio europeo potrà continuare a regalare emozioni.




