Champions League, venerdì il sorteggio degli ottavi a Nyon: l'Atalanta e le 15 grandi che si giocano la coppa
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Redazione Sport
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La sala conferenze della Casa del Calcio Europeo a Nyon, quella dove ogni sorteggio che si rispetti mette ansia e aspettative addosso a tifosi e dirigenti, si prepara ad accogliere quella che per l’Italia, e per il suo umore altalenante in ambito continentale, rappresenta una cerimonia dal sapore agrodolce. Venerdì 27 febbraio, con il via fissato per le 12 in punto, l’urna svizzera mescolerà le sedici squadre superstiti della Champions League 2025/2026. E lo farà con un meccanismo che, nella sua complessità tecnica, cela un fascino antico: quello della pallina che, nel suo roteare, può disegnare destini sportivi interamente diversi -1-6.
Archiviata la fase campionato e i playoff, che hanno regalato spettacolo e colpi di scena, il tabellone si compone ora di otto teste di serie, ovvero le squadre che avevano chiuso la prima fase nelle prime otto posizioni, e altrettante formazioni che invece hanno dovuto sudarsi il passaggio del turno attraverso i playoff -2-7. Tra queste seconde, c’è l’unica bandierina italiana rimasta piantata sul campo minato della massima competizione europea: l’Atalanta di Raffaele Palladino. La Dea, dopo aver sofferto e gioito contro il Borussia Dortmund in un doppio confronto che sapeva di impresa storica, ha strappato il biglietto per il ballo delle grandi, ritrovandosi però in un quadro che presenta più spine che rose -10.
Il destino, si sa, talvolta si diverte a complicare le cose. E per i bergamaschi, che nella fase campionato avevano chiuso al quindicesimo posto, le opzioni possibili sono due, entrambe di peso specifico notevole. Palladino e i suoi ragazzi, infatti, dovranno vedersela con una delle due corazzate che hanno dominato la classifica iniziale: i londinesi dell’Arsenal, squadra solida e dal gioco geometrico, oppure i bavaresi del Bayern Monaco, macchina da guerra sempre affamata di successi -2-5. Nessuna delle due, va detto senza giri di parole, rappresenta un avversario sulla carta agevole; entrambe, però, incarnano quella sfida di prestigio che ogni club dovrebbe inseguire per scrivere pagine di storia.
Ma al di là del caso specifico che riguarda l’Atalanta, la cerimonia di Nyon servirà a imbastire l’intero ordito del torneo fino alla finalissima di Budapest, in programma il 30 maggio al Puskás Aréna -1-6. E se l’urna non conosce clemenza, lo si capisce anche scorrendo i nomi delle teste di serie, un elenco che metterebbe soggezione a chiunque. Oltre ad Arsenal e Bayern, nel gruppo di testa troviamo mostri sacri come il Liverpool di Klopp, il Tottenham, il Barcellona, il Chelsea, e poi lo Sporting Lisbona e il Manchester City, squadra quest’ultima che non ha bisogno di presentazioni -2-7. Dall’altro lato, le vincitrici dei playoff hanno portato a Nyon un carico di ambizione e qualità che rende il sorteggio una vera e propria roulette russa: il Paris Saint-Germain, il Real Madrid, l’Atletico Madrid, il Galatasaray, il Newcastle, il Bayer Leverkusen e i sorprendenti norvegesi del Bodø/Glimt, capaci di eliminare l’Inter con un’impresa che sa di leggenda nordica -3-4.
Il meccanismo del sorteggio, come ormai consuetudine con il nuovo formato, segue una logica binaria che determina non solo gli ottavi ma anche i successivi incroci di quarti e semifinali, disegnando un vero e proprio albero del torneo -6. Le squadre sono state accoppiate per posizione in classifica: la prima e la seconda, la terza e la quarta, e così via. Da ogni coppia, una finirà in un lato del tabellone (argento) e l’altra nel lato opposto (verde), creando due percorsi distinti che si ricongiungeranno solo a Budapest -9. Per l’Atalanta, la cui posizione è già definita nel lato di competenza delle vincenti dei playoff, l’avversaria uscirà dunque dalla coppa formata da Arsenal e Bayern, con l’ulteriore beffa che, se dovesse passare il turno, la squadra che uscirà da quell’accoppiamento si troverebbe già proiettata in un quarto di finale sulla carta proibitivo.




