Trump e Iran, lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scontro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Trump e Iran tornano al centro di una nuova fase di tensione dopo la fine della tregua e la ripresa degli attacchi nel Golfo, con missili iraniani segnalati verso gli Emirati e il presidente americano che nega l’esistenza di trattative con Teheran. Da New York Trump ha dichiarato che non ci sono «trattative o colloqui» e ha rivendicato lo Stretto di Hormuz come «nuovo territorio degli Stati Uniti», mentre l’Iran ha risposto affermando che correggerà quelle che definisce illusioni. Lo scontro riguarda un passaggio marittimo strategico tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, tornato al centro delle tensioni internazionali.

Lo Stretto di Hormuz e lo scontro tra Washington e Teheran

La nuova crisi tra Trump e Iran si concentra sullo Stretto di Hormuz, area che il presidente americano ha indicato come territorio statunitense attraverso un’immagine pubblicata sul suo social. Il passaggio marittimo è lo stesso su cui Teheran vuole esercitare un controllo totale, includendo anche possibili balzelli per i mercantili internazionali. La posizione di Trump arriva insieme alla minaccia di bombardare un altro Paese del Golfo, l’Oman, e apre una fase caratterizzata dall’assenza di un dialogo dichiarato tra Washington e Teheran.

La tensione si è riaccesa dopo la scadenza del memorandum di pace firmato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti e presentato nei mesi precedenti come un possibile punto di svolta. L’accordo, secondo le informazioni disponibili, è terminato dopo sessanta giorni senza che fosse raggiunta un’intesa sull’applicazione dei diversi punti previsti. Nel frattempo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha indicato Israele come «il principale oppositore e ostacolo» all’attuazione del memorandum, mentre gli attacchi sono ripresi.

Allarme missili negli Emirati e nuove conseguenze sul Golfo

A Dubai è scattata una nuova allerta sugli smartphone della popolazione dopo il lancio di due missili iraniani, successivamente segnalati come intercettati. L’episodio si inserisce nel quadro di una ripresa delle operazioni iraniane contro gli Emirati dopo la fine della tregua e del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. La situazione mantiene alta l’attenzione nell’area del Golfo, dove le tensioni militari sono tornate a coinvolgere infrastrutture e collegamenti strategici.

Gli effetti dello scontro si riflettono anche sul traffico marittimo e sui mercati energetici. Il prezzo del greggio è tornato a salire e un altro mercantile è stato colpito mentre si avvicinava allo Stretto di Hormuz. La combinazione tra la fine del dialogo annunciata da Trump, le nuove tensioni militari e gli episodi nel Golfo ha riportato lo Stretto al centro della crisi tra Stati Uniti e Iran.

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