È morto in un incidente sulla Marecchiese Roberto Lunadei, meccanico riminese nel Motomondiale
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Redazione Interno
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La notizia si è propagata come un'onda d'urto nel paddock e ben oltre i confini della Riviera: Roberto Lunadei, per tutti gli amici e i colleghi semplicemente “Luna”, non c'è più. Il meccanico riminese di 42 anni ha perso la vita nel primo pomeriggio di venerdì 13 marzo, lungo la strada Marecchiese all'altezza di Vergiano, in un incidente stradale dal quale, nonostante i tempestivi soccorsi, non c'è stato purtroppo scampo. La dinamica dello schianto, che sarà al centro delle verifiche degli agenti del nucleo Infortunistica della polizia locale di Rimini, è al vaglio degli inquirenti: Lunadei era in sella alla sua Ktm quando, per cause ancora da accertare, si è scontrato frontalmente con una Ford Focus che viaggiava nella direzione opposta. L'impatto, la cui violenza non ha lasciato scampo al centauro, è avvenuto in prossimità di un incrocio semaforico, e nell'urto la moto è finita in fiamme, un rogo che i vigili del fuoco hanno poi domato. Illesi, fortunatamente, il conducente dell'auto, un riminese di 41 anni, e il suo passeggero, mentre per Lunadei ogni tentativo di rianimazione da parte del personale del 118 – giunto sul luogo del sinistro anche con l'elisoccorso – si è rivelato vano.
Una vita dedicata ai motori, dalla pista al box
Chi lo conosceva, e nel mondo delle due ruote erano in tanti, lo descrive come un uomo che aveva fatto della sua passione una ragione di vita, un percorso che lo aveva portato a realizzare un sogno apparentemente contraddittorio. Perché Roberto, che aveva iniziato giovanissimo a smontare e rimontare motorini da cross, quel bambino cresciuto a Rimini negli anni Ottanta, era diventato pilota quasi per caso. Dopo le prime esperienze in minimoto, dove aveva mostrato un talento innato e istintivo, era passato alle competizioni più importanti, gareggiando nel Campionato Italiano Velocità e nell'Europeo Stock 600 con team come il Bike Service e il 44 Racing Team, condividendo il box e la pista con amici fraterni come Massimo Roccoli. Ma la sua vera inclinazione, la vocazione profonda che alla fine ha preso il sopravvento, era un'altra.
Il Titolo mondiale con Bastianini e il lavoro in Moto2
Lui stesso lo aveva raccontato più volte, con una sincerità quasi spiazzante: "Non avevo la mentalità da pilota, ero appassionato di meccanica, volevo lavorare alle moto". E così, dopo anni passati a dividersi tra l'officina e la pista nel weekend, Lunadei ha compiuto la scelta definitiva, trasformando la sua manualità in professione. Dal 2017, il salto nel Motomondiale, prima con il team Tasca Racing e poi, dal 2019, l'approdo alla famiglia Italtrans in Moto2. È lì, in quel ruolo di meccanico tanto agognato, che “Luna” ha toccato l'apice della sua carriera, condividendo la gioia immensa per la conquista del titolo mondiale del 2020 con Enea Bastianini, un successo che aveva suggellato il suo legame con il team e con il campione. Nel 2023, il suo percorso lo aveva visto affiancare anche Dennis Foggia, sempre nel contesto del mondiale, sempre con la stessa dedizione silenziosa e competente che lo aveva reso una figura stimata e benvoluta da tutti.
L'incidente e le indagini in corso
Ora, la sua vita si è tragicamente interrotta sull'asfalto di quella stessa terra che lo aveva visto crescere. I rilievi degli agenti della polizia locale, coordinati per ricostruire l'esatta sequenza dei fatti, dovranno chiarire la dinamica precisa dello scontro frontale avvenuto lungo la Marecchiese. Si cercherà di capire se l'incrocio, dotato di impianto semaforico, abbia avuto un ruolo nella collisione o se altri fattori, come una distrazione o una mancata precedenza, possano aver causato il fatale incrocio tra la Ktm guidata da Lunadei e la Ford Focus che procedeva in senso inverso. Il tratto di strada, per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi del caso, è rimasto chiuso al traffico per diverse ore, creando non pochi disagi alla viabilità, mentre i vigili del fuoco mettevano in sicurezza l'area e spegnevano definitivamente le fiamme che avevano avvolto il motociclo.
Il cordoglio e la figura di “Luna”
Oltre ai risvolti strettamente giudiziari, la scomparsa di Roberto Lunadei lascia un vuoto incolmabile tra chi lo ha conosciuto. “Luna”, nel paddock, non era solo un meccanico preparato, ma un amico, una presenza fissa e rassicurante. Il suo percorso, che lo aveva visto passare da pilota a meccanico, gli aveva dato una sensibilità particolare verso chi sulla moto ci saliva, una capacità di comprendere le esigenze del pilota che pochi altri possedevano. E se da una parte c'è la carriera, i trofei e i box dei circuiti di mezzo mondo, dall'altra resta l'immagine di un uomo che era riuscito a conciliare la vita in viaggio con le sue radici, un uomo che amava definirsi fortunato perché aveva trasformato la sua più grande passione in un lavoro.




