Vergiano, una fiaccolata per ricordare Roberto Lunadei, il meccanico riminese morto nello schianto sulla Marecchiese
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Redazione Interno
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Nel silenzio che avvolge le colline di Vergiano, dove l’asfalto della Marecchiese si tinge ancora del ricordo di un dramma improvviso, gli amici di Roberto Lunadei hanno scelto di riaccendere una luce. Una fiaccolata, quella in programma per domenica 15 marzo, che rappresenta molto più di un semplice omaggio formale: è il bisogno tangibile di riempire quel vuoto che un incidente stradale, consumatosi in pochi secondi venerdì scorso, ha lasciato nella quotidianità di chi lo conosceva. Il ritrovo è stato fissato per le 18 in via Rodella 70, proprio all’altezza della piazzetta dell’ex bar Luna, luogo simbolo di ritrovo che diventa così naturale punto di partenza per un corteo che si muoverà verso la chiesa parrocchiale, e il cui fiume silenzioso di persone attraverserà quelle stesse strade che Lunadei percorreva in sella alla sua moto.
L’incidente, la dinamica e i rilievi in corso sulla provinciale
La dinamica di quanto accaduto nel primo pomeriggio del 13 marzo, lungo la SP258, è al centro degli accertamenti condotti dagli agenti del nucleo Infortunistica della polizia locale di Rimini. Secondo le prime ricostruzioni, Roberto Lunadei, 42 anni, riminese, stava viaggiando in sella alla sua KTM in direzione Novafeltria, quando all’incrocio con via Montefiorino, nella zona di Vergiano, si è verificato l’impatto frontale con una Ford Focus che procedeva in senso opposto. La collisione, avvenuta intorno alle 13.30 in un tratto dotato di semaforo pedonale, è stata di una violenza inaudita: la moto, a causa della fuoriuscita di benzina, ha preso fuoco ed è stata completamente avvolta dalle fiamme, mentre il del centauro è rovinato pesantemente sull’asfalto. I soccorsi del 118, giunti rapidamente sul posto con ambulanza, automediche e l’elisoccorso fatto atterrare in un campo adiacente, hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma le ferite riportate nello schianto si sono rivelate immediatamente fatali. Illesi, invece, il conducente della Ford Focus, un riminese di 40 anni, e il passeggero che viaggiava con lui, mentre i vigili del fuoco hanno lavorato per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, che è rimasta chiusa al traffico per diverse ore per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi del caso.
Dal paddock del Motomondiale all’officina, una vita per le due ruote
La figura di Roberto Lunadei, per tutti gli amici e i colleghi semplicemente “Luna”, travalica i confini della cronaca locale per addentrarsi nel cuore pulsante del Motomondiale. Nato a Rimini nel 1983, la sua esistenza è stata un filo continuo legato al mondo dei motori: da giovanissimo aveva iniziato a smontare motorini e a correre nelle minimoto, per poi debuttare nel Campionato Italiano Velocità e in competizioni europee come la Superstock 600 e la 1000, la Supersport e la Coppa Italia. Tuttavia, se la carriera da pilota non gli aveva regalato le soddisfazioni che forse meritava, è stato nel ruolo di meccanico che Lunadei ha trovato la sua dimensione, trasformando una passione viscerale in un mestiere rispettato e apprezzato in tutto il paddock. L’approdo nel team Italtrans Racing, prima, gli ha permesso di vivere uno dei momenti più alti della sua carriera, festeggiando nel 2020 il Titolo mondiale della Moto2 al fianco di Enea Bastianini, un’emozione e un ricordo che i messaggi di cordoglio sui social, compreso quello dello stesso Bastianini, hanno voluto sottolineare con profonda commozione.
L’ultimo saluto della comunità e dei team
Oggi, il nome di Roberto Lunadei riecheggia nei comunicati ufficiali dei team per cui ha lavorato, dal Gas Racing al VFT Racing, fino all’ultima esperienza nel team Intact GP Moto2, dove seguiva il pilota Senna Agius. Tutti lo ricordano non solo per le sue indubbie capacità tecniche, per quella manualità che gli permetteva di carpire i segreti di un motore, ma anche per il suo carattere solare, per quel modo di fare genuino e sempre disponibile che gli aveva fatto guadagnare la stima e l’affetto di colleghi e piloti. In attesa che venga resa nota la data del funerale, la fiaccolata di domenica rappresenta il primo, vero momento di raccoglimento per la comunità di Vergiano e per tutti coloro che, nel mondo delle corse e non solo, vogliono stringersi idealmente attorno alla famiglia di quest’uomo che aveva fatto della velocità e della precisione una ragione di vita, e che proprio sull’asfalto ha trovato un epilogo tragico e inaspettato.




