Incidente stradale, morto Roberto Lunadei: la MotoGP piange l'ex pilota e meccanico di Bastianini
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Redazione Interno
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Il campionato del mondo di MotoGP, che si appresta a vivere domenica 22 marzo 2026 il secondo atto della sua stagione con il Gran Premio del Brasile, è stato improvvisamente avvolto da un'ombra di cordoglio. La notizia della scomparsa di Roberto Lunadei, 42enne riminese molto noto e stimato nell'ambiente del Motomondiale, ha colpito profondamente il paddock e chiunque lo abbia conosciuto, diffondendosi come un dolore condiviso tra i box e oltre. Lunadei, che nella sua carriera aveva ricoperto sia il ruolo di pilota che, successivamente, quello di meccanico, perdendo la vita nel pomeriggio di venerdì 13 marzo 2026 a Vergiano, una frazione poco lontana da Rimini, a causa di un violento incidente stradale. Stava percorrendo via Montefiorno in sella alla sua moto, una Ktm, quando, per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti, la sua traiettoria si è tragicamente incrociata con quella di una Ford Focus, una vettura che sopraggiungeva nella direzione opposta e all'interno della quale viaggiavano un uomo di 40 anni e un passeggero, rimasti poi illesi. L'impatto, la cui dinamica esatta è al centro degli accertamenti svolti dagli agenti del nucleo Infortunistica della polizia locale di Rimini, è stato di una violenza inaudita; la moto, dopo lo schianto, ha preso fuoco a causa della fuoriuscita di benzina, e per il centauro, sbalzato sull'asfalto, non c'è stato scampo. Nonostante l'intervento tempestivo dei sanitari del 118 e l'arrivo dell'elisoccorso, fatto atterrare in un campo adiacente per un disperato tentativo di rianimazione, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 42enne.
Una vita dedicata alle due ruote, dai primi circuiti al Titolo iridato
La figura di Roberto Lunadei rappresentava una sintesi perfetta di quella passione romagnola per i motori che ti entra nel sangue fin da bambino. Nato a Rimini il 25 settembre del 1983, “Luna” – questo il soprannome con cui era affettuosamente chiamato da amici e colleghi – aveva ereditato la passione dal padre Ottavio, meccanico a sua volta ma legato al mondo delle quattro ruote, e l'aveva trasformata in una ragione di vita. Da giovanissimo, come molti ragazzi della sua terra, aveva iniziato a smontare e rimontare motorini, scoprendo presto una doppia anima: quella del pilota veloce e istintivo, capace di ottenere risultati senza un training specifico, e quella, forse ancora più radicata, del meccanico. Aveva corso in numerose competizioni, dall'Europeo Stock 600 al CIV Superstock 1000, passando per la Supersport e la Coppa Italia, correndo per team come il Bike Service e il 44 Racing Team, quest'ultima un'esperienza nata in circostanze particolari: gli era stato chiesto di gareggiare con la moto di Christian Barboni, un pilota figlio di uno dei proprietari, tragicamente scomparso in un altro incidente stradale. Eppure, nonostante la velocità e i piazzamenti, la sua vera essenza non era la competizione in sé, quanto la capacità di comprendere e curare il mezzo meccanico; un sentimento che lo portò a dire, in un'intervista, di non avere mai avuto la mentalità del pilota professionista, perché la sua più autentica aspirazione era un'altra: lavorare con le moto, da dietro le quinte.
Dal box di Bastianini al ricordo dei colleghi, un tecnico amato da tutti
E così, quel sogno di bambino, quello di trasformare una passione in un mestiere, lo aveva realizzato appieno. Dal 2019, Roberto Lunadei era entrato a far parte della famiglia del team Italtrans Racing, nel contesto del Motomondiale, e lì aveva vissuto una delle gioie più grandi della sua carriera professionale: la vittoria del titolo mondiale della classe Moto2, conquistato nel 2020 da Enea Bastianini, un ragazzo di Coriano come lui. La notizia della sua scomparsa ha riportato alla memoria quei momenti di festa condivisi, e lo stesso Bastianini, oggi pilota nel team ufficiale KTM, lo ha voluto salutare con un breve e toccante messaggio sui social, scrivendo “Ciao Robi, non ci sono parole”. Dopo l'esperienza con Bastianini e un passaggio nel 2023 come meccanico di Dennis Foggia, Lunadei si era trasferito nel team Intact GP, sempre in Moto2, dove seguiva il giovane pilota Senna Agius, con il quale aveva raccolto l'ultima grande soddisfazione professionale, la pole position al Gran Premio di Buriram in Thailandia, pochi giorni prima della tragedia. Sia il team Italtrans che il team Intact GP, attraverso comunicati ufficiali e post carichi di affetto, ne hanno voluto ricordare l'umanità, il sorriso costante, l'animo gentile e quella capacità di unire le persone che faceva di lui non solo un meccanico eccezionale, ma un amico prezioso per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociarlo nei box sparsi per il mondo.
I rilievi e il mistero sulla dinamica dello scontro frontale
Nel frattempo, sul luogo della tragedia, sulla Marecchiese all'altezza di Vergiano, gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire l'esatta sequenza dei fatti che ha portato allo schianto frontale tra la Ktm guidata da Lunadei e la Ford Focus. Il tratto di strada, come si apprende dalle prime ricostruzioni, è dotato di un semaforo pedonale, e la dinamica dello scontro – avvenuto intorno alle 13.30 – è al vaglio della polizia locale, che ha effettuato i rilievi del caso e gestito la viabilità per diverse ore, mentre i vigili del fuoco domavano le fiamme che avevano avvolto la motociclista. Al momento, non si conoscono le cause che hanno portato i due mezzi a entrare in collisione mentre procedevano in direzioni opposte, e non risultano ipotesi ufficiali sulla dinamica. Quello che è certo è che per Roberto Lunadei non c'è stato scampo: le ferite riportate nell'impatto sono state giudicate fin da subito gravissime dai sanitari, che hanno tentato per lunghi minuti di rianimarlo prima che l'elisoccorso, giunto sul posto, potesse soltanto certificarne il decesso. La comunità di Rimini, e con essa l'intero circus del Motomondiale, si stringe attorno alla famiglia di quest'uomo che, come pochi altri, aveva saputo trasformare la propria vita in un inno alla passione per le due ruote, vissuta sia in sella che con il capo chino su un motore da preparare.




