Gaza, l’Unicef denuncia: "Bambini muoiono di fame, servono aiuti subito"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i carichi di cibo e medicine rimangono bloccati fuori dai valichi, a Gaza si consuma una tragedia che, secondo l’Unicef, ha già causato la morte di oltre mille bambini, con una media di 28 vittime al giorno per fame e malattie. "Le diplomazie devono muoversi immediatamente", ha dichiarato il portavoce Andrea Iacomini, descrivendo una situazione in cui la mancanza di tutto – acqua, cure, alimenti – si somma agli effetti devastanti dei bombardamenti. Persino chi cerca rifugio nel sonno, spesso digiuno, non è al sicuro: gli attacchi aerei continuano, e una tregua appare lontana.

Intanto, il presidente israeliano Isaac Herzog ha visitato i soldati a Gaza, lodandoli per "cambiare la realtà" e per gli sforzi nel recuperare gli ostaggi. "Israele fornisce aiuti umanitari nel rispetto del diritto internazionale", ha affermato, accusando Hamas di "sabotare" gli sforzi di assistenza. Una versione contestata dalle organizzazioni internazionali, che denunciano invece il blocco israeliano di oltre mille camion carichi di beni di prima necessità.

Più di cento ong, tra cui Medici Senza Frontiere, Save the Children e Amnesty International, hanno lanciato un appello congiunto per chiedere la fine dell’assedio e la protezione dei civili nei centri di distribuzione. "Fate entrare il cibo", è l’accorata richiesta, mentre Israele ribatte che la responsabilità è di Hamas, colpevole – secondo Tel Aviv – di dirottare gli aiuti.

Sul piano diplomatico, le reazioni si moltiplicano. Kaja Kallas, responsabile degli esteri dell’Ue, ha dichiarato che "tutte le opzioni sono sul tavolo" nei rapporti con Israele, mentre Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha definito "insostenibili" le immagini che arrivano da Gaza. Anche David Lammy, esponente laburista britannico, ha espresso preoccupazione per possibili crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano.

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