Tragedia a Orio al Serio, uomo risucchiato da un aereo in decollo: si indaga sulla sicurezza
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Redazione Interno
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Andrea Russo, 35enne bergamasco, è morto martedì mattina dopo essere stato risucchiato dal motore di un Airbus A319 della Volotea, pronto a decollare da Orio al Serio con destinazione Oviedo. L’incidente, avvenuto intorno alle 10, ha bloccato per due ore lo scalo, uno dei più trafficati del Nord Italia, mentre le indagini cercano di ricostruire le dinamiche che hanno portato il giovane a irrompere sulla pista.
Non era un passeggero, né un addetto ai lavori. Secondo le prime ricostruzioni, Russo avrebbe raggiunto l’aeroporto in auto, entrando in contromano, per poi correre incontro all’aereo in fase di rullaggio. Un gesto le cui motivazioni restano oscure, ma che ha riportato alla luce questioni irrisolte sulla sicurezza dell’infrastruttura.
Sacbo, la società che gestisce lo scalo, aveva inizialmente definito l’accaduto un “inconveniente”, termine tecnico usato in ambito aeronautico per indicare un evento che minaccia le operazioni. Una formula asettica, che poco dice del dramma consumatosi sotto gli occhi di decine di testimoni.
Già due mesi fa, i sindacati avevano lanciato l’allarme: «Troppo facile raggiungere la pista», avevano denunciato, riferendosi a un precedente episodio in cui un intruso era riuscito a penetrare nell’area riservata. Se allora si era sfiorata la tragedia, stavolta il bilancio è stato irrevocabile.
L’aeroporto, hub strategico per le compagnie low cost, è ora al centro di un’inchiesta che dovrà accertare eventuali negligenze. Le telecamere di sorveglianza potrebbero aiutare a chiarire come Russo abbia superato i controlli, ma intanto la procura indaga per “omicidio colposo”, valutando le responsabilità di chi avrebbe dovuto impedire l’accesso alle aree critiche.




