Tragedia a Orio al Serio, l’uomo risucchiato da un aereo: i sindacati denunciano carenze nella sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Chi ha assistito alla scena, difficilmente potrà cancellarla dalla memoria. «In pochi secondi si è passati dall’incredulità di vedere un uomo correre in modo scomposto al dramma», racconta Paolo Turani, segretario generale della Filt Cgil di Bergamo. Martedì 8 luglio, Andrea Russo, 35enne originario di Calcinate, ha scavalcato le barriere dell’aeroporto di Orio al Serio ed è stato risucchiato dal motore di un Airbus Volotea in fase di rullaggio, diretto a Oviedo. Un gesto estremo, compiuto sotto gli occhi dei passeggeri e degli agenti che hanno tentato invano di fermarlo.

L’Enac, interpellato per valutare eventuali responsabilità infrastrutturali, ha assicurato che «il trasporto aereo non è stato a rischio» e che non emergono «difficoltà di sicurezza». Pierluigi Di Palma, presidente dell’ente, ha annunciato una relazione dettagliata, ma ha già escluso «buchi» nel sistema. Una posizione che stride con le critiche dei sindacati di polizia, i quali – pur esprimendo condoglianze alla famiglia e vicinanza agli agenti coinvolti – denunciano carenze strutturali. «La vigilanza privata non basta, servono sistemi moderni per gestire un traffico così intenso», sottolineano Laura Menotti (Siulp), Santo De Biase (Sap) e gli altri rappresentanti in una nota congiunta.

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