Tragedia a Orio al Serio, l’Enac esclude carenze nella sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Non emergono situazioni di difficoltà infrastrutturale all’aeroporto di Orio al Serio". Con queste parole Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac, ha respinto le critiche rivolte allo scalo bergamasco dopo la morte di Andrea Russo, il 35enne che si è tolto la vita gettandosi nel motore di un Airbus A319 della Volotea in fase di rullaggio. L’episodio, definito "tragico" ma "coerente con la normativa vigente", non avrebbe evidenziato, secondo l’ente, alcuna falla nei protocolli di sicurezza.

La Procura di Bergamo, intanto, ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ipotesi che verrà approfondita con gli accertamenti del caso. Tra questi, le perquisizioni nell’abitazione di Russo e nella sua auto, una Cinquecento rossa parcheggiata davanti all’aeroporto dopo essere entrata contromano. Il veicolo era già stato esaminato dalla scientifica, che ne aveva analizzato ogni dettaglio.

Le immagini di un video – non divulgato per il suo contenuto sensibile – mostrano gli ultimi istanti di vita dell’uomo, immortalati in 56 secondi di corsa disperata verso l’aereo, già in movimento per la partenza verso Oviedo. Un gesto estremo, compiuto sotto gli occhi degli operatori di terra e di un agente, impossibilitati a intervenire in tempo.

Quella di Orio al Serio non è la prima emergenza legata alla sicurezza. Nel 2016, un cargo della Dhl uscì di pista, sfondando la recinzione e finendo sulla Statale Cremasca, dove perse due motori e le ruote del carrello. Un episodio che riaccese allora il dibattito sull’adeguatezza delle misure di protezione, tornato oggi d’attualità dopo il drammatico epilogo della vicenda Russo.

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