"Nessun buco nella sicurezza": l'Enac replica dopo la tragedia a Orio al Serio
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Redazione Interno
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L’Enac, chiamato in causa dopo l’incidente mortale all’aeroporto di Orio al Serio, ha respinto ogni accusa di carenze nel sistema di sicurezza. Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha dichiarato all’ANSA che non sussistono preoccupazioni riguardo alla struttura, ribadendo che quanto accaduto l’8 luglio – quando Andrea Russo, 35enne di Calcinate, è stato risucchiato dal motore di un Airbus A319 della Volotea – non dipende da fallimenti procedurali.
Le immagini, seppur non diffuse per il loro contenuto sensibile, mostrano l’uomo correre in pista mentre l’aereo, già in fase di decollo per Oviedo, iniziava la manovra. Secondo i testimoni, si sarebbe trattato di un gesto volontario, sebbene le indagini non abbiano ancora chiarito ogni aspetto della dinamica. Quel che è certo è che Russo, dopo aver eluso i controlli accedendo da un’uscita d’emergenza, è stato raggiunto dalla polizia troppo tardi. Gli agenti, disperati, lo hanno visto scomparire nel turbofan sinistro del velivolo.
La vicina riaccende un dibattito mai sopito: già nel 2016, un cargo della Dhl uscì di pista sfondando la recinzione e finendo sulla Statale Cremasca, sollevando interrogativi sulla tenuta del perimetro. Allora, come oggi, l’Enac assicurò che gli standard erano rispettati. Ma se ieri l’episodio fu classificato come incidente, oggi la morte di Russo – per quanto legata a circostanze ancora da chiarire – riporta l’attenzione sulla vulnerabilità degli scali.




