Tragedia a Orio al Serio: uomo risucchiato da un motore, polemiche sulla sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le immagini delle telecamere di sicurezza non lasciano dubbi: Andrea Russo, 35enne di Calcinate, martedì scorso ha superato ogni barriera dell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, raggiungendo la pista mentre un Airbus A319 della Volotea si preparava al decollo per Oviedo. Il video, ancora al centro delle indagini, mostra l’uomo correre incontrollato verso l’aereo, sfiorarne la fusoliera e poi, con un ultimo balzo, finire risucchiato dal motore sinistro. A inseguirlo, un solo agente, visibilmente in difficoltà, mentre altri restano a distanza.

La dinamica, ricostruita anche grazie alle testimonianze del personale di bordo, ha scatenato polemiche sulla tenuta dei controlli. «Quella scena è stata fulminea, ma le carenze sono evidenti», ha dichiarato Paolo Turani, segretario della Filt Cgil di Bergamo, sottolineando come la fuga di Russo abbia messo a nudo vulnerabilità già note. I sindacati chiedono un potenziamento della vigilanza, soprattutto nelle aree meno presidiate, dove l’intervento della polizia privata potrebbe essere determinante.

Sul caso indagano parallelamente la Procura di Bergamo e l’Enac. I magistrati, che ipotizzano l’istigazione al suicidio, stanno esaminando il filmato in cui Russo, dopo una corsa disperata, sembra deliberatamente lanciarsi nel turboreattore. Le perizie tecniche accerteranno se vi siano state negligenze nel sistema di sorveglianza, mentre gli inquirenti interrogano testimoni, tra cui gli steward che assistettero alla scena. Uno di loro, cercando di proteggere un collega più giovane, gli avrebbe detto di chiudere gli occhi, invano.

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