Rai, verso la cacciata di Ranucci da Report: la settimana decisiva per il nuovo conduttore. M5s: "Fermatevi, non obbedite a Meloni"
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Redazione Interno
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Quella che si apre lunedì dovrebbe essere la settimana decisiva per la scelta Rai sul nuovo conduttore di Report. Come aveva anticipato Il Fatto Quotidiano negli scorsi giorni, la Rai ha di fatto già deciso la rimozione di Sigfrido Ranucci e sono in corso le ultime valutazioni su una rosa ristretta di profili, tutti già legati a viale Mazzini, a iniziare da Federico Ruffo, in passato collaboratore di Report e finora alla guida di Mi manda Rai Tre.
La comunicazione della scelta del nuovo conduttore potrebbe avvenire prima del prossimo weekend, contestualmente a un'offerta di ricollocazione in altro incarico per Ranucci, che resterebbe in Rai ma non più alla guida del programma d'inchiesta di RaiTre.
La rosa dei candidati e i retroscena
Secondo quanto apprende l'Adnkronos, i vertici di viale Mazzini sono propensi a un cambio della conduzione del programma, una scelta che sarebbe stata definita necessaria per tutelare un format che è un asset importante nella programmazione del servizio pubblico. Una decisione editoriale nelle facoltà dell'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e del direttore degli approfondimenti, Paolo Corsini.
Rumors insistenti riguardano Riccardo Iacona, conduttore di Presadiretta, il programma che durante l'anno si alterna proprio a Report nel prime time della domenica di Rai3, la conduttrice di Belve Francesca Fagnani, l'inviato di Report Giorgio Mottola e il conduttore di Mi Manda Rai3 Federico Ruffo.
La Rai non avrebbe alcuna intenzione di sospendere Ranucci, che è anche vicedirettore 'ad personam' degli Approfondimenti Rai e allo stato parte offesa nell'inchiesta della Procura di Roma, dove potrebbe essere nuovamente sentito dai magistrati nelle prossime settimane come persona informata sui fatti. Ma l'azienda è allo stesso tempo convinta che in questo momento, in attesa che si chiuda la vicenda giudiziaria in corso, un cambio alla conduzione si renda necessario.
La scelta sarebbe stata definita necessaria per tutelare un format che è un asset importante nella programmazione del servizio pubblico.
Il caso Ranucci e le parole di Pina Picierno
Il caso Ranucci domina ormai da settimane le cronache. Certo, il personaggio è famoso. Certo, la vicenda è inquietante chi, l'autodenunciatosi faccendiere Valter Lavitola, e soprattutto perché ha fatto esplodere una bomba davanti casa del conduttore di Report, quali mosse politiche ci sono dietro, quali misteri potrebbero celarsi: ma insomma, non si tratta del caso Watergate. Femministe a targhe alterne: «Non c'è un sessismo meno grave perché proviene dalla parte che si ritiene giusta».
È il passaggio più politico dell'intervento con cui Pina Picierno prende posizione sul caso Ranucci, distinguendosi dal «silenzio diffuso e molto rumoroso» che denuncia nel suo stesso campo. Sul piano giudiziario la dirigente dem non si pronuncia: «Sarà la magistratura a chiarire e da garantista aspetto fiduciosa prima di esprimere valutazioni».
Le accuse di Angela Camuso e le reazioni politiche
Con una deviazione dal caso Lavitola, sotto i riflettori puntati da settimane sul conduttore di Report si è messa Angela Camuso, accusandolo, sul quotidiano Il Tempo, di "avances" dopo un colloquio di lavoro del 2018. La giornalista lo ha accusato di comportamento scorretto e «avances» dopo un colloquio di lavoro sostenuto nel 2018 nella sede Rai di via Teulada, per collaborare con Report: «Non lo denunciai ma qualcosa mi si è spezzato dentro. Non è stata certo la prima volta che qualcuno ci ha provato», ha spiegato lei, «però da lui non me l'aspettavo».
Parole che hanno aperto un nuovo fronte politico. «Non posso perdere tempo a smentire ogni cosa perché sarebbe impossibile» ha detto Ranucci, mentre è soprattutto Fratelli d'Italia a puntare il dito contro il conduttore. «C'è un tema che in genere unisce tutti i partiti, ed è quello del rispetto delle donne», ha commentato la senatrice di FdI Elena Leonardi. Dal suo partito le fanno eco Sara Kelany e Augusta Montaruli: «Il campo largo cosa dice?». Mentre Maurizio Gasparri (FI) ha chiesto: «La Rai sta valutando tutti questi comportamenti?». Ma in Rai per ora tutto tace.
Quel che è certo è che accuse simili contro Report sono state già vagliate in un audit, chiusosi con l'archiviazione. È possibile che anche questo caso venga sottoposto a verifica.
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