Nucleare, Pichetto conferma: "Uno o più depositi per le scorie radioattive"
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Redazione Interno
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La questione dello smaltimento dei rifiuti nucleari in Italia ha imboccato una strada più definita, dopo che il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo all’evento Nuove energie organizzato da La Stampa a Torino, ha ribadito la necessità di "localizzare e costruire uno o più depositi di smaltimento" per le scorie radioattive. Una posizione che, sebbene non rappresenti una novità assoluta – essendo già contenuta nella Piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile pubblicata ad aprile –, assume ora un peso politico più netto, delineando un approccio che potrebbe abbandonare l’ipotesi di un unico sito nazionale.
Le parole del ministro, che ha sottolineato come la scelta dipenderà dalla quota di energia elettrica e termica prodotta da fonte nucleare e dai tipi di reattori adottati, hanno riacceso il dibattito sui territori coinvolti. Tra questi, la Tuscia si è immediatamente mobilitata: il consigliere regionale Francesco Giuli, annunciando la propria presenza a Corchiano l’11 maggio insieme a comitati e cittadini, ha chiesto al governo "atti concreti" per archiviare definitivamente il progetto del deposito unico. "Le dichiarazioni di Pichetto – ha aggiunto – segnano una svolta, ma servono garanzie formali".
Sulla stessa linea si sono espresse Forum Ambientalista e Italia Nostra – Sezione Etruria, che in una nota hanno definito "necessario" un provvedimento ufficiale per superare la Carta dei 51 siti idonei e la Valutazione ambientale strategica (Vas) finora adottata. "Non bastano le parole – hanno precisato –, serve un atto formale".
Diverso il tono di Giulio Marini, consigliere di Forza Italia-Udc, secondo il quale le dichiarazioni del ministro avviano "una fase nuova e più equilibrata". L’abbandono di un deposito centralizzato a favore di soluzioni differenziate, ha osservato, risponde a criteri di "concretezza e responsabilità", adeguandosi alla varietà dei materiali da trattare.




