KPop Demon Hunters avrà un sequel, Netflix ufficializza la produzione del nuovo film
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’annuncio, per la verità, era nell’aria da settimane, tra indiscrezioni e dichiarazioni lasciate cadere come briciole sui social, ma adesso è arrivata la conferma che porta con sé il sigillo ufficiale della piattaforma: Netflix ha dato il via libera alla produzione del sequel di KPop Demon Hunters, il film d’animazione che nell’estate del 2025 ha letteralmente rivoluzionato i parametri dello streaming, diventando la pellicola più vista dell'intero catalogo e incassando, in termini di visualizzazioni, numeri che sfiorano il mezzo miliardo di streams. La notizia, diffusa attraverso i canali social della piattaforma e ripresa immediatamente dalle agenzie, sancisce il ritorno di Rumi, Mira e Zoey, le tre protagoniste del gruppo K-pop Huntr/x, che nella pellicola originale dovevano vedersela non solo con le luci accecanti della ribalta ma anche con demoni pronti a insidiare le sorti del genere umano; una doppia vita, la loro, che aveva conquistato il pubblico globale e che adesso, complice anche il momento d’oro vissuto in queste ore con la doppia candidatura agli Oscar come miglior film d'animazione e miglior canzone originale per Golden, si appresta a vivere un nuovo capitolo.
A dirigere e scrivere il secondo capitolo saranno Maggie Kang e Chris Appelhans, gli stessi registi che hanno firmato il primo film, i quali hanno già messo le mani avanti – ed è bene che i fan se lo segnino in agenda – sul fatto che i tempi di lavorazione saranno inevitabilmente lunghi: il primo capitolo, va ricordato, aveva richiesto all’incirca sette anni per vedere la luce, dal primo pitch fino alla distribuzione finale, e sebbene il sequel possa contare su una macchina produttiva ormai rodata, le dichiarazioni dei due autori lasciano intendere che non ci saranno scorciatoie. Appelhans, in particolare, aveva sottolineato come un progetto del genere necessiti di una direzione creativa chiarissima fin dal principio, altrimenti si rischia di perdersi, e che l’obiettivo rimane quello di creare qualcosa che loro stessi possano amare, e che quindi possa naturalmente connettersi con il pubblico. Per Maggie Kang, invece, la questione ha anche un sapore profondamente personale: nelle dichiarazioni rilasciate contestualmente all’annuncio, la regista ha parlato di un immenso orgoglio nel vedere come il pubblico, a livello globale, chieda a gran voce di poter esplorare ancora questo mondo e questi personaggi, che affondano le radici in una narrazione coreana.
Il sequel, va detto, rappresenta anche la prima pietra del nuovo accordo pluriennale siglato da Netflix con la coppia di registi, un contratto esclusivo che li legherà alla piattaforma per sviluppare altri progetti di animazione, e che vedrà coinvolta anche Sony Pictures Animation in veste di co-produttrice. Del resto, i numeri da capogiro fatti registrare dal primo film parlavano chiaro già da soli: oltre quattrocentottanta milioni di visualizzazioni accumulate in soli sei mesi, un record che non aveva precedenti nella storia della piattaforma, e una colonna sonora capace di piazzare contemporaneamente quattro brani nella top ten di Billboard, con Golden che è addirittura balzata in vetta alla classifica scalzando concorrenti agguerritissimi e vincendo, qualche settimana fa, il Grammy come miglior canzone scritta per i media visivi – una prima volta assoluta per un brano K-pop, il che contribuisce a spiegare la portata del fenomeno. Il fatto che l’annuncio arrivi alla vigilia della notte degli Oscar, dove il film è atteso da molti come possibile vincitore, non fa che aggiungere ulteriore benzina al fuoco di un hype che, se possibile, non si è mai spento.




