La notte 'golden' di KPop Demon Hunters: due Oscar al fenomeno globale tra lacrime e un ringraziamento interrotto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il palco del Dolby Theatre di Los Angeles, per una notte, si è trasformato nella dimensione fluida e ipercinetica di un videoclip K-pop. La 98esima edizione degli Academy Awards, andata in scena nella notte italiana tra il 15 e il 16 marzo 2026, ha consacrato definitivamente “KPop Demon Hunters” come fenomeno culturale planetario, consegnando al film d’animazione diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans due statuette: quella per il miglior film d’animazione e, in un tripudio di coreografie e luce, quella per la migliore canzone originale, “Golden”. Un risultato, quest’ultimo, che segna un momento storico, trattandosi della prima volta che un brano K-pop sale sul gradino più alto dell’Oscar nella sua categoria, dopo aver già infranto barriere simili ai Grammy poche settimane prima.

La serata per la squadra di “KPop Demon Hunters” è iniziata con l’emozione per il premio all’animazione. Maggie Kang, visibilmente commossa e con la voce rotta dalla gioia, ha dedicato il riconoscimento a tutti coloro che, come lei, hanno dovuto attendere a lungo per vedersi rappresentati sul grande schermo. “Mi dispiace che ci abbia messo così tanto tempo realizzare una storia su qualcuno che mi assomiglia”, ha dichiarato la regista, stringendo la statuetta, “ma questo lavoro è per la Corea e per i coreani di tutto il mondo”. Una vittoria, quella contro colossi come “Zootropolis 2”, che arriva dopo un percorso di sette anni di lavorazione e un’idea iniziale che, come rivelato in passato dalla stessa Kang, doveva essere molto più cupa e violenta, prima di virare verso il tono epico e inclusivo che ne ha decretato il successo globale.

Il momento di maggiore spettacolarità, però, è coinciso con l’esibizione di “Golden”. Sul palco sono salite EJAE, Audrey Nuna e Rei Ami, le voci del gruppo immaginario Huntr/x, per una performance che ha fuso la tradizione coreana con la potenza visiva del pop moderno. L’esibizione si è aperta con due cantanti di pansori e danzatori in hanbok, a simboleggiare l’apertura del portale degli spiriti, prima che il trio irrompesse circondato da una marea di ballerini con ventagli dorati. In platea, il pubblico delle star, tra cui si sono visti Leonardo DiCaprio e Gwyneth Paltrow, ha seguito il ritmo agitando le tipiche light stick, trasformando la formalità della cerimonia in un autentico concerto K-pop. L’energia del momento ha trovato il suo suggello quando, subito dopo, il premio per la migliore canzone è andato proprio a “Golden”, confermando le aspettative della vigilia.

La gioia per il secondo Oscar, tuttavia, è stata segnata da un episodio che ha lasciato l’amaro in bocca. Durante il discorso di ringraziamento, EJAE, visibilmente in lacrime, ha avuto modo di esprimere la propria gratitudine all’Academy e di raccontare il significato personale di quel trionfo: “Da piccola la gente mi prendeva in giro perché mi piaceva il K-pop, e ora tutti cantano le nostre canzoni con testi in coreano”. Ma quando è arrivato il turno di Mark Sonnenblick, uno dei compositori, l’orchestra ha iniziato a suonare per tagliare i tempi televisivi, interrompendo bruscamente il suo intervento e lasciando alcuni pensieri inespressi, un intoppo tecnico che strideva con la magia della serata.

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